Divieto di Ballare, Divieto di Vivere.

japan-cabinet-law-dancingSono in corso di approvazione in Giappone alcuni progetti normativi che ribalteranno il divieto che vige da 66 anni in tutto il paese e che di fatto rende illegale ballare di notte in un luogo pubblico. E’ infatti dal 1948 che questa legge arcaica conosciuta come fueiho impone ai soli locali detentori di un particolare permesso, la capacità di organizzare eventi danzanti, ma soltanto entro la mezzanotte. L’aspetto più significativo che tali progetti normativi promuoveranno una volta varati e resi operativi è quello relativo alla possibilità, da parte di coloro i quali amano ingaggiare in questo tipo di attività notturna, di ballare e di aggregarsi al suono di musica amplificata, di perdersi, nel caso, nel turbinio delle luci, di intossicarsi o disintossicarsi ( a seconda delle idee che animano ognuno di noi ) del nutrimento che l’atto di muoversi al ritmo di una pulsazione sonora garantisce al nostro corpo e al nostro spirito. Sembra che comunque lo slancio verso una modifica delle attuali normative in Giappone non sia tanto quello motivato da una volontà libertaria e progressista della classe politica giapponese, quanto invece all’aspettativa che, attraverso una attuazione di leggi meno restrittive, la vita notturna nelle metropoli del sol levante costituirebbe una importante opportunità economica per l’industria turistica in vista dei giochi olimpici programmati a Tokyo per il 2020. Secondo un articolo pubblicato dalla Reuters però, il nuovo disegno normativo sarà caratterizzato da una serie di limitazioni importanti sul versante della tipologia e dell’intensità delle luci le quali saranno  consentite  nei locali e nei club. Sembra infatti che lo standard di riferimento sarà quello tipico adottato nei  teatri e nei cinema, questo scoraggerebbe, secondo i legislatori giapponesi, una condotta lasciva e criminosa.hot party In Italia la situazione non è significativamente più evoluta di quella giapponese: un locale per vedersi accreditato il titolo di pubblico esercizio entro il quale si possa condurre una attività danzante deve essere caratterizzato prevalentemente da programmi di tipo concertistico, teatrale o culturale e, per questo, sottoposto a dispositivi legislativi specifici che ne governano in maniera estremamente rigida le modalità di ricezione e di fruizione ( per questo non si può ballare in bar, ristoranti e altri esercizi simili ). In altre parole, anche qua da noi è vietato ballare a meno che non ci si trovi in posti appositamente adibiti a questo tipo di azione e come tali, ogni locale deve sottostare ad una lunga, penosa serie di verifiche e dall’ottenimento di permessi relativi all’agibilità strutturale, alla prevenzione incendi, alla staticità ( eventuali carichi sospesi ), alla conformità degli impianti elettrici, alle autorizzazioni sanitarie, all’impatto acustico. Tutte queste verifiche ( assai onerose sia in termini di costo economico che di tempi tecnici burocratici ) sono a cura di speciali commissioni comunali di vigilanza composte dai responsabili dei settori coinvolti nel rilascio della Licenza, dai Vigili del Fuoco alle ASL fino ad arrivare ai rappresentanti delle categorie coinvolte ( Cinematografi/teatri, Locali per trattenimenti danzanti ecc.), delle vere e proprie lobby ( o gruppi di pressione ) che operano principalmente nella coltivazione dei propri interessi. Quest’ultima categorie di “esperti”, benchè sulla carta non possa esprimere pareri in merito alle pratiche sottoposte all’attenzione del pannello dei tecnici sopra menzionati, si impegna a svolgere un compito di tutela nei confronti degli associati e sovente è causa di scontri sulle diverse interpretazioni della normativa vigente. Il parere di queste commissioni comunali di vigilanza sono cruciali nella determinazione dell’inizio o della prosecuzione nell’esercizio delle attività richieste, insomma hanno il potere di decreto e la facoltà di applicarne gli esiti anche con la forza.No-Dancing-in-Japan-vice-670_vice_670 Ballare, far ballare, lasciarsi andare e prendersi una sosta dalla noiosa monotonia che il vivere civilizzato ci impone nella stragrande parte della nostra vita, è considerata dalle autorità una attività sovversiva e improduttiva, una attività pericolosa per l’ordine delle cose, da scoraggiare e da vilificare con ogni mezzo a meno che non sia inquadrata dentro una cornice di addomesticamento culturale e mercantile ( le comuni discoteche o i club esclusivi tipo quello che a breve aprirà qui a Grosseto  ). Per questo noi amiamo tanto continuare a ballare come e  dove meglio ci aggrada, persino in strada!

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