da Knightsbridge alla Maremma : Siamo tutti Terrestri

Sabato 31 Gennaio 2015 si è svolta di fronte ai magazzini Harrods a Knightsbridge, Londra, la seconda manifestazione contro la commercializzazione di indumenti derivati dalla odiosa pratica dello sfruttamento di animali da parte dell’industria delle pellicce. harrods demo

Come si vede dalle foto alcuni coraggiosi attivisti, sfidando il freddo oltre che le inibizioni personali, si sono denudati completamente davanti all’ingresso principale dei magazzini mostrando cartelli e gridando slogan mentre venivano distribuiti volantini in cui si aricolano le motivazioni del presidio.

Piuttosto nudi che in pelliccia…

…Come dire, non ci interessano i vostri manufatti sporchi di sangue, rifiutiamo ogni pratica di dominio e di sfruttamento giustificata dalla sete di profitto e dalla callosa insensibilità alla sofferenza esibita dal comparto della moda e dalle lobby degli stilisti i quali, con alcune significative eccezioni, di anno in anno, promuovono la diffusione di cappotti, giacche, stivali, guanti e cappelli ricavati integralmente o contenenti inserti ricavati dall’uccisione di animali appositamente allevati da imprenditori senza scrupoli o prelevati dal loro ambiente naturale dai cacciatori.

Le modalità di allevamento e di cattura, incluse quelle di uccisione e trattamento, di queste vittime indifese, sono ben documentate sulla Rete, basta soltanto andare a cercarle oppure prestare attenzione alle azioni di divulgazione e di denuncia che si susseguono ad opera di gruppi di militanti antispecisti attivi sul territorio.

Anche a Grosseto si svolgono da anni azioni simili a quella di sabato scorso a Londra, azioni mirate a sensibilizzare quei cittadini più distratti i quali sostengono coi loro acquisti compulsivi l’efferata e criminale industria delle pellicce.

La prima di queste si tenne in città 2 anni fa ad opera di un gruppo di attivisti i quali, partendo da un presidio informativo organizzato da Associazione D’Idee Onlus in piazza Dante, improvvisò una passeggiata tra le vie del centro con soste nei pressi di due pelliccerie ( qui il video dell’iniziativa ). In quell’occasione gli attivisti si limitarono a svestirsi fino alla biancheria intima e ad indossare cartelli per coprirsi.

La seconda, più recente, risale all’Ottobre scorso; anche in questa occasione, a seguire un presidio scenografico e la lettura in piazza di alcuni testi critici contro l’industria della moda e delle pellicce, un piccolo gruppo di volontari si è denudato parzialmente rilanciando lo slogan “piuttosto nudi che in pelliccia” al suono di musica elettronica diffusa da un soundsystem ( indovinate quale ? ) posizionato nell’area ( qui il video dell’iniziativa ).

Persino la rispettabile e moderata LAV,  il gruppo di Arezzo di questa associazione nazionale, nel 2011 osò tanto: http://www.arezzoweb.it/2011/lav-meglio-nudi-che-in-pelliccia-68254.html

meglio nudiPaese cha vai codici e leggi che trovi: sappiamo che in Inghilterra l’atto di denudarsi in pubblico NON costituisce reato a meno che a seguito di tale azione accada qualcosa d’altro che la normativa anglosassone definisce un breach of the peace, ovvero un qualche evento che si configura quale reato. In tal caso le persone nude in pubblico possono venire arrestate e processate.

Qua da noi si rischia la denuncia e il carcere per molto meno, ma è meglio non entrare nello specifico così da non attivare gli organi  cui sono affidate le faccende di “ordine pubblico”  sul territorio ad avviare o a riprendere procedimenti ai danni delle persone coinvolte le quali subirebbero un trattamento tale e quale quello riservato a dei comuni criminali meglio nudi 2.

Di fatto, ci sembra che a fronte dell’orrore senza fine e alla crudeltà cui vengono sottoposti gli animali a tutti i livelli  – per garantire ai loro padroni umani l’opulenta esibizione dell’ingordigia, della scelleratezza e della pochezza intellettuale che li anima – abbiamo in dotazione uno strumento decisivo che colpisce diritto al segno: la nostra nudità, il nostro essere “carne del mondo”, la nostra vulnerabilità e finitudine.

Queste le qualità tabù che quando deliberatamente ostentate, sembrano costituire evidenza  insieme intollerabile e insopprimibile per i garanti e per i custodi del Sistema, un insieme di norme, comportamenti e abitudini che ci rende insensibili alle angosciose condizioni di vita e alle penose procedure di messa a morte riservate ai nostri fratelli non umani, che ci desidera mansueti automi al servizio dell’economia e del supposto progresso sui quali poggiano privilegi di classe e di specie.

“L’umano” si è sempre definito come differenza da “l’Animale” e in questa differenza, gli animali, quelli realmente esistenti, sono stati persi di vista per essere trasformati in merce, forza lavoro, divertimento e spettacolo ( da Penne e Pellicole di Filippi/Maggio, Mimesis 2014 ).

Agli attivisti inglesi ( in particolare alla promotrice dell’evento londinese Heidi Mary Porter ) e a quelli locali la nostra simpatia e la nostra incondizionata solidarietà consapevoli del fatto che tutte le grandi battaglie che danno impulso avviando reali cambiamenti evolutivi nei rapporti inter e intra specifici si combattono anche e sopratutto risvegliando quell’animalità soppressa che continua ad vivacizzarci nonostante almeno 2 secoli di cultura illuminista, la quale non ha fatto che sostituirsi alle credenze magico/religiose che imbrigliavano oscurandoli gli orizzonti umani  dell’epoca, per imporre attraverso i dettami della scienza moderna una propria univoca, incontestabile, dogmatica visione antropocentrica del mondo.

In verità, lo sappiamo bene, siamo tutti terrestri.

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4 thoughts on “da Knightsbridge alla Maremma : Siamo tutti Terrestri

  1. Prima di “ammirare” persone imparate a conoscerle; La vostra cara amica Heidi, dice che farebbe attivismo anche con Hitler e tra le sue amicizie ci sono chi lavora con fasci e nazi, omofobi …

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  2. Grazie del commento Danny, puoi circostanziare ciò che scrivi? Basta un link. Il fatto che “tra le sue amicizie” mi immagino tu intenda ” di Facebook” ci siano persone con caratteristiche del tipo in se non significa un gran che; comunque verificheremo 🙂

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  3. qui trovi i commenti che sarebbe felice di lavorare con hitler https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10202320979504246&set=a.3852385606514.116720.1784490914&type=1&theater

    la persona amica (non di FB) dei fascisti, omofoba ….. si chiama Lesley ed era anche presente sabato da Harrods (solo Heidi accetta Lesley a Londra) . Se leggi, scrive che e’ stata cacciata da tutte le proteste.
    E questo e’ il testo mandato a :
    Dear Lesley,

    We’re writing to you following ongoing concerns about your behaviour and treatment of other campaigners.

    London Animal Rights is against all forms of oppression and cannot be seen to support harmful views. The roots of all forms of oppression, including animal exploitation, are intrinsically linked. Animal liberation is a social justice struggle and as such, we aim to fight all forms of oppression and domination. This cannot be done whilst still perpetuating harm in our own movement.

    Therefore, we do not accept racism, sexism, homophobia, transphobia or other similar prejudices. Unfortunately, despite being spoken to by numerous activists, on many occasions, you have chosen to be outspoken in defending these harmful ideologies.

    Also in the past week, you have publicy** questioned and insinuated blame towards a rape survivor for her experiences. This incident showed a sad disregard for others and understandably was a very traumatic and undeserved experience for the survivor.

    It is important within activist circles and the wider community that we work to protect one another from harm. This includes recognising the consequences of our actions. We cannot accuse other campaigners of being infiltrators, or informers, without proper evidence. If there is a time when substantial evidence is gathered against someone, those involved should follow suitable and sensible steps to deal with the situation. Publicly accusing someone through social media, with no real evidence, is not acceptable. Doing so could cause very serious consequences and a lot of unwarranted distress for the accused.

    On a similar note, we cannot tolerate people reporting (or threatening to report) other campaigners to the police. Being involved in social change inevitably leads to harassment and intimidation from the police, so it is incredibly important that we stand in solidarity with one another and uphold a strong security culture to protect ourselves. There is never any excuse for ‘grassing’ on other campaigners.

    An important part of working together is treating each other with respect. Your repeated use of abusive and insulting language towards others is another point of concern.

    Unfortunately, it has not been possible to positively tackle these issues and it appears unlikely you are willing to acknowledge the disruption and harm caused by these aspects of your behaviour. In order to protect other campaigners and minimise further disruption to London Animal Rights, we have regrettably made the decision to exclude you from the group, for the time being. Practically, this means that we will no longer share events on your behalf and you are no longer welcome at meetings or events organised by members of the group.

    If there comes a time when you have acknowledged why your behaviour is not acceptable and are willing to make positive changes, we will be open to discussing this with you.

    Please be aware that this decision is final for now and although we are willing to discuss the situation with you, we will not respond to abusive or threatening behaviour.

    Regards,

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