Sobrietà contro Alienazione.

Il pensatore libertario e noto esponente del Situazionismo Raoul Vaneigem ha scritto un gran numero di strordinari saggi di critica radicale al capitalismo, al consumismo e al modello socio economico imposto dai poteri forti che ci cinge e che ci costringe a dei ritmi e a dei costrutti mentali del tutto alienanti e alieni al nostro benessere psico fisico.

Nato nel 1934, i suoi testi hanno mantenuto una attualità e una leggibilità che non accennano a affievolirsi con gli anni. Tra i nostri favoriti Terrorismo o Rivoluzione e La scuola è vostra.

Chi scrive è sempre stato assolutamente ossessionato dalla necessità di comprendere il senso ultimo del TEMPO per riuscire a decodificarne la presa totale esercitata sulla nostra vita.

Ma ossessionati con il TEMPO forse lo siamo un pò tutti ( fosse soltanto per via dell’azione di questo sul nostro tono e aspetto esteriore ) e ogni uno di noi cerca di elaborarne una interpretazione concettuale personalizzata nel tentativo di giustificare al meglio il proprio modo di spenderlo nella quotidianità, quello che in tanti oggi vi si riferiscono definendolo “stile di vita“.

L'Internazionale Situazionista fu un movimento rivoluzionario in campo politico e artistico della seconda metà del Novecento, con radici nel marxismo, nell'anarchismo, e nelle avanguardie artistiche di inizio Novecento. Formatosi nel 1957, restò attivo in Europa per tutti gli anni sessanta, aspirando ad importanti trasformazioni sociali e politiche

L’Internazionale Situazionista fu un movimento rivoluzionario in campo politico e artistico della seconda metà del Novecento, con radici nel marxismo, nell’anarchismo, e nelle avanguardie artistiche di inizio Novecento,  aspirando ad importanti trasformazioni sociali e politiche ( da Wikipedia )

Di fatto il Tempo ( o meglio la sua contabilizzazione), anche dal punto di vista simbolico, insieme alla Tecnologia in senso lato, sono diventati ostacolo e avversari spietati della libertà e della facoltà di scelta individuali nella società contemporanea.

Questa è una delle nozioni conclusive del lavoro di ricerca portato avanti da un altro grandissimo filosofo libertario e oppositore radicale ad ogni forma di civilizzazione John Zerzan nel suo seminale Future primitive  uscito nel 1994 e stampato anche in Italia dai tipi della Nautilus nel 2001.

Di certo, come ha asserito recentemente il presidente della repubblica Uruguaiano uscente José Alberto “Pepe” Mujica Cordano il tempo è la nostra unica valuta perchè “quando compr(iamo) qualcosa non la compr(iamo) con i soldi, ma con il tempo della (nostra) vita che è servito per guadagnarli.

E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi.

L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui che però ti tolgono il tempo per vivere. Lo spreco è [invece] funzionale all’accumulazione capitalista [che implica] che si compri di continuo [magari indebitandosi] sino alla morte”.

detail_242_ROELFront300 Nel breve estratto che segue ( e che pubblichiamo in inglese più in fondo  ) da The revolution of everyday life – uscito per gli editori alternativi americani PM PressRaoul Vaneigem affronta la questione in maniera chiara e illuminante, caricando di significato politico/rivoluzionario la propria visione.

La Politica trattata in queste pagine è quella con la “P” maiuscola, non quella a cui ci abitua il teatrino patetico e clientelare messo in scena dai governanti per illudere chi li ascolta ( e chi li vota ) che in quanto “masse” essi contino qualcosa.

Ci “ritroviamo” totalmente nel testo qui proposto e ci riempie di esultanza ogni volta che lo rileggiamo.

Il quantitativo e il lineare sono inseparabili. La qualità è un valore polivalente, la quantità è inequivocabile. La vita di cui disponiamo è spezzettata – una linea discontinua. L’illuminato viaggio dell’anima verso il cielo si è sostituita con una ridicola preoccupazione circa il nostro futuro.

Nessun attimo adesso emette maggiore luce di quanta ne emisero tutti gli attimi che lo hanno preceduto nella ciclicità delle società umane del passato. Il tempo è per noi il filo comune che ci accompagna dalla culla alla bara, dalle memorie del passato alle anticipazioni del futuro, un filo senza fine che si dipana in una successione di istanti e di “adesso” ibridi, frammenti temporali rosicchiati dal suo proprio scorrere e dal tempo che sarà.

La sensazione di vivere in simbiosi con le forze naturali che animano il cosmo, quel senso di simultaneità che garantì gioia e serenità ai nostri antenati non riesce oggi a darci altrettanto benessere nel processo di attraversamento dell’esistente.

Che cosa rimane di quella gioia? Tutto ciò che sembriamo possedere è un estrema consapevolezza della nostra transitorietà, dei nostri incessanti sforzi per mantenerci attuali con i tempi – o comunque così ci raccontano coloro i quali hanno da realizzare un profitto da tutto questo.

The quantitative and the linear are inseparable. Quality is polyvalent, quantity unequivocal. The life we have now is broken up – a broken line. The radiant ascent of the soul towards heaven has given way to a ridiculous preoccupation about the future. No moment radiates now as moments did in the cyclical time of earlier societies. Time for us is a thread from cradle to grave, from memories of the past to anticipations of the future, an endless survival strings out its succession of instants and hybrid presents, all gnawed at by the time that slips away and the time yet to come. The feeling of living in symbiosis with cosmic forces – a sense of simultaneity – vouchsafed joys to our forebears that our way of passing through the world can scarcely provide. What remains of such a joy? All we have is the headiness of our transit, of our efforts to keep in step with the times. You must move with the times – or so we are told by those who profit as we do.

Traduzioni e ricerca a cura di PTT

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