DJ da Forno a Micro Onde: la funzione Sync

Qualche anno fa DJ TechTools pubblicò un articolo dove si riportava la storia di certo DJ TT il quale menzionava di essersi trovato in compagnia di DJ Sneak nel corso di una dimostrazione organizzata da Traktor per esaltare i presunti vantaggi di questo particolare djing software.

Sneak si pronunciò scettico sulla funzione Sync, oramai a corredo di tutti i dj packaging di tipo digitale, egli definì questa funzione, la quale permette l’operatore di mettere a tempo le tracce senza lavorare sui controlli manuali, una fregatura.

to-sync

Da allora si è spesso affrontato nei forums dedicati tale questione con i DJ di vecchia scuola come il sottoscritto che hanno imparato a lavorare con formati analogici ( vinili principalmente ) contro le nuove leve del digitale i quali si affidano integralmente alle tecnologie presentandosi come DJs anche se, in realtà, tecnicamente, non avrebbero le competenze tecniche minime per reputarsi tali.

In realtà, a disposizione dell’operatore digitale, esistono due tipi di funzione Sync, la prima mette a tempo automaticamente le tracce, l’atra cerca di azzeccare la Fase andando a scansionare l’intero spettro ritmico delle tracce, non soltanto le prime quattro battute, ma anche le conseguenti a formare quella che io definisco la sedicina ( quattro battute per quattro volte ).

I benefici nell’utilizzo del “Tempo Sync” sono indubbiamente dovuti al fatto che il DJ, una volta che il computer mette a tempo per lui le tracce, può verosimilmente dedicare il proprio estro creativo nell’atto di rendere il mix più accattivante lavorando sui toni. In questi casi il DJ non ha bisogno di spendere la propria attenzione nell’opera di mantenimento delle due tracce sulla stessa velocità, la macchina lo farà al suo posto.

Il DJ, diciamo, tradizionale impiega una gran fatica per assicurarsi che la velocità delle tracce rimanga allineata, se qualcosa d’altro dal suo intervento lo facesse per lui, ebbene, egli si sentirebbe tagliato fuori e in balia dell’apparato digitale in uso, un ostaggio della tecnologia.

lorin bassnectar

Secondo  Lorin Bassnectar ( un producer che io ammiro tantissimo anche perché Vegan ) mettere e tenere a tempo due tracce durante il mix sarebbe divenuto uno “sforzo obsoleto” e costituirebbe esercizio di “banale performance” da parte dell’operatore, finalizzato soltanto a mettere in mostra la propria “presunta competenza”: a chi balla non gliene fregherebbe niente in altri termini, quindi “se ne può anche fare a meno”.

Sempre a dire del succitato Lorin ci sono anche argomenti contro il beat matching automatico ( sync ), primo tra gli altri quello di dover lavorare di più sul mix per allineare le battute e la velocità delle tracce, la qual cosa consente all’operatore di rimanere più a lungo sulle tracce senza scadere in un loro ricambio continuo e forsennato, pratica di moda oggi, la quale lascia cadere la necessità di costruire una vibe e di dare un senso compiuto all’intera sequenza musicale proposta.

La funzione Sync che agisce sulla Fase delle tracce invece, presente nei digital software packaging più costosi, Ableton ad esempio, è capace di sovrapporre in maniera perfetta e completa intere tracce, piazzando strato su strato l’intero tessuto dei due pezzi nel mix, abilità questa che soltanto i migliori DJ’s analogici, cioè coloro che non si affidano alle nuove tecnologie fino al punto di sentirsi dei meri premitori di bottoni, sarebbero in grado di esercitare con risultati apprezzabili.

Un aspetto da non sottovalutare è che avvalendosi del sync che opera sulla Fase di intere tracce, il DJ digitale non deve monitoriate il sound con le cuffie ad alto volume, e questo, negli anni, potrebbe rappresentare la sua salvezza in termini di salute dei propri  organi uditivi, insomma non rischieremmo  di ritrovarsi coi timpani sfondati o con una sordità indotta troppo presto nella vita.

801no_respectGli operatori che in un altro articolo  sono stati definiti DJ da Forno a Micro Onde, spesso, facendo affidamento sempre e necessariamente alle funzioni di Sync su intere tracce, non si rendono conto del casino che combinano quando, in casi troppo frequenti, le due tracce messe l’una sull’altro in automatico da un algoritmo semplicemente non sono poi così compatibili.

La loro fiducia incondizionata nella tecnologia li tradisce, il risultato dei loro passaggi tra un pezzo e l’altro scadente e prevedibile.

Gli algoritmi che governano i software moderni devono potersi affidare su di una potenza di processore altissima per risultare accurati, a meno che non si utilizzano computers di qualità il prodotto finale farà semplicemente schifo.

Certo che se i DJ invece credono che tutto ciò che sia richiesto loro dal proprio ruolo sia semplicemente premere bottoni e starsene li beati a farsi fighi, beh allora questa intera discussione non ha alcun motivo di interessarli.

Il potere dell’orecchio umano è portentoso, così come lo è quello del nostro cervello, il più sofisticato organo di cui disponiamo, l’organo che ci mette in sync col resto del mondo e che trasmette  impulsi finalizzati al compimento di  questa o a quella azione in uno sforzo continuo di discernimento del ritmo e della trama individuale delle tracce, così come delle situazioni, sulle quali si intende intervenire creativamente.

A chi ne sà dell’arte del DJing non la si racconta, imboccare scorciatoie, senza lavorare seriamente e faticosamente per costruire giorno dopo giorno, anno dopo anno, le proprie competenze in questo ambito non intitola troppe nuove leve a definirsi DJs, di fatto, i primi ad essere imbrogliati sono loro stessi.

Some of the contents courtesy of DJTechTools

vinyl techno set mix cover image

PTT

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