Archivi categoria: english

Babilonia dentro e Babilonia fuori

da Cronache Babilonesi

L’ultimo Messia
Peter Wessel Zapffe


I.

Una notte di un tempo remotissimo, un uomo si svegliò e vide se stesso. Vide che era nudo nell’immensità, senza patria nel suo stesso corpo. Tutte le cose si dissolvevano nel suo pensiero: meraviglia dopo meraviglia, orrore dopo orrore, tutto si svelava alla sua mente.
Anche la donna si svegliò e disse che era tempo di uccidere. Ed egli prese il suo arco e la freccia, frutto del connubio di spirito e mano e uscì sotto le stelle.
Mentre le bestie arrivavano presso la pozza d’acqua dove era solito aspettarle, egli non sentì più il balzo della tigre nel suo sangue, ma un grande salmo di fratellanza nel dolore tra tutti i viventi.
Quel giorno non fece ritorno con la preda e quando lo ritrovarono, la luna seguente, era seduto, morto, presso la pozza d’acqua.

II.

 Cos’era successo? Una breccia nella profonda unità della vita, un paradosso biologico, un abominio, un’esagerazione di portata disastrosa. La vita aveva superato il suo obiettivo, staccandosi via dal resto.
Una specie troppo pesantemente armata di uno spirito possente, era divenuta una minaccia per la propria salvezza. La sua arma era una spada senza elsa, una lama a doppio taglio che scinde ogni cosa: colui che la brandisce deve afferrare la spada e rivolgere il suo taglio contro di sé.
 Nonostante i suoi nuovi occhi, l’uomo era ancora radicato nella materia, la sua anima imbastita di essa e subordinata alle sue cieche leggi. Eppure egli poteva vedere la materia come estranea, comparare se stesso a tutti i fenomeni e sentire i propri processi vitali.
Egli torna alla natura come un ospite non invitato, invano stendendo le mani per implorare una riconciliazione con la propria fattrice: la natura non risponde più. Essa ha realizzato un miracolo con l’uomo ma non lo riconosce più. Egli ha perso diritto di residenza nell’universo, ha mangiato il frutto dell’Albero della Conoscenza ed è stato espulso dal Paradiso. Egli ha potere sul mondo ma lo maledice, avendolo preso in cambio dell’armonia della propria anima, della propria innocenza, dell’intima pace nelle braccia della vita.
 Così l’uomo rimane con le sue visioni, tradito dall’universo, tra stupore e paura.Anche le bestie conoscono la paura, nelle tempeste, nelle zanne del leone.
Ma l’uomo conosce la paura della vita stessa, perfino del suo stesso essere. 
La vita è per la bestia potenza, calore e gioco e lotta e rabbia e piegare il capo sotto la legge del più forte. Nelle bestie la paura è limitata al presente, nell’uomo diventa paura del mondo e disperazione.
Non appena il bambino compare sul fiume della vita, il ruggito della cascata della morte sale alto nella valle, sempre più vicino, a strappargli ogni gioia.
L’uomo appartiene alla terra, la quale respira come un grande polmone. Ogni volta che espira, la vita sgorga da tutti i suoi pori e si slancia verso il sole. Quando inspira, invece, un lamento di dissoluzione passa tra le moltitudini, e i corpi cadono a terra come grandine. 
Non solo il proprio destino l’uomo vede: i cimiteri si spalancano sotto il suo sguardo, le lamentazioni dei dissolti millenni salgono verso di lui da quelle orribili forme decomposte, i sogni delle madri tornati polvere. 
La cortina del futuro si solleva per rivelare un incubo di ripetizioni infinite, l’insensata dissipazione di materiale organico. La sofferenza di miliardi di umani fa il suo ingresso dentro di lui attraverso la porta della compassione; da tutto ciò che vede, sorge una risata che si burla di ogni richiesta di giustizia, di ogni principio ordinatore. Vede se stesso uscire dal grembo della madre, tende la sua mano nell’aria ed essa ha cinque diramazioni. 
Da dove viene questo diabolico numero cinque e che cosa ha a che fare con la mia anima?
Egli non è più ovvio per se stesso. Tocca il proprio corpo con assoluto orrore: questo sei tu e fin qui puoi estenderti e non oltre. 
Porto del cibo con me che ieri era un animale che poteva ancora correre per conto suo. 
Lo mastico e diventa parte di me: allora, dove finisco io e dove inizio?
Tutte le cose sono incatenate insieme in cause ed effetti e tutto ciò che cerca di afferrare si dissolve prima che il pensiero lo comprenda. Presto comincia a scorgere le meccaniche anche nel suo ambiente, nel sorriso della sua amata. Alla fine, le caratteristiche di ogni cosa sono le sue. Niente esiste senza di lui, tutte linee convergono verso di lui, il mondo non è altro che uno spettrale eco della sua voce. Salta in piedi urlando a squarciagola, vorrebbe vomitare se stesso sulla terra insieme al suo impuro pasto; sente incombere la pazzia e vorrebbe darsi la morte prima di perderne la capacità. 
Ma mentre soppesa l’imminente morte, ne afferra anche la natura e le cosmiche implicazioni. La sua immaginazione creativa costruisce nuove spaventose prospettive dietro la cortina della morte e vede che anche lì non c’è salvezza.
Adesso può discernere i contorni dei propri termini biologico – cosmici: egli è il prigioniero senza speranza dell’universo, destinato a prospettive ignote
Da quel momento è in uno stato di panico senza fine. 

Questo stato di “panico cosmico” è centrale in ogni mente umana. In effetti una razza appare destinata a perire nella misura in cui ogni preservamento e continuazione della vita è giocata sull’energia spesa dall’individuo per sopportare o differire un qualche tipo di catastrofica alta tensione.
 La tragedia di una specie divenuta inadatta alla vita per il sovrasviluppo di una caratteristica non è limitata all’umanità. Si pensa, ad esempio, che certi grandi cervi di tempi paleontologici, si siano estinti a causa dell’acquisizione di corna sovrasviluppate.Le mutazioni sono cieche, funzionano, si fortificano senza alcuna utilità per l’ambiente.
Negli stati depressivi la mente può essere vista come corna ramificate che in tutto il loro fantastico splendore, piegano il loro portatore fino a terra. 

III.

Perché allora l’umanità non si è da gran tempo estinta in grandi epidemie di pazzia? Perché solo un irrisorio numero di individui perisce a causa della loro incapacità di resistere al peso della vita: cioè la consapevolezza dà loro più di quello che possono  sopportare?
La storia culturale, come pure l’osservazione di noi stessi e degli altri consente la seguente risposta: la maggior parte delle persone impara a salvarsi limitando il contenuto della coscienza. 
Se il cervo gigante, a più riprese, avesse spezzato i rami più esterni delle sue corna, avrebbe potuto resistere un po’ di più, sia pure nella febbre e nel dolore costante e nel tradimento della sua precisa peculiarità, poiché egli era stato chiamato dalla mano della natura a essere il portatore di corna tra gli animali selvaggi. Quello che avrebbe guadagnato in continuità avrebbe perso in significato, in grandezza di vita. In altre parole avrebbe avuto una continuità senza significato: non una marcia verso l’affermazione, ma una via attraverso le rovine da lui stesso create, in una corsa autodistruttiva contro il sacro volere del sangue. 
L’identità di scopo e mortalità è, per il cervo gigante come pure per l’uomo, il tragico paradosso della vita. 
In una devota Bejahungl’ultimo Cervus Giganticus, porta il segno del suo lignaggio fino alla fine. 
L’essere umano salva se stesso e va avanti. Realizza, per usare un’estensione di un termine noto, una semi consapevole repressione del proprio dannoso surplus di coscienza. Questo processo è virtualmente costante nelle nostre ore di veglia: è una richiesta di adattabilità sociale e di tutto ciò che si può definire un salutare e normale modo di vivere. 
La psichiatria si basa sull’assunto che salute e vitalità siano la più alta espressione in termini personali. Depressione “paura della vita”, rifiuto del nutrimento e così via, sono invariabilmente prese come segni di uno stato patologico e curati di conseguenza.
Spesso, tuttavia, questi fenomeni sono messaggi di un più profondo, immediato senso della vita, amaro frutto di una genialità di pensiero e sentimento alla radice di tendenze anti biologiche. Non è l’anima a essere malata, piuttosto è la sua protezione che cade, oppure viene rifiutata perché esperita (correttamente) come un tradimento del più alto potenziale dell’ego.
L’insieme degli umani è, sia dentro che fuori, immerso in meccanismi repressivi, sociali e individuali. Se ne trova traccia nelle più trite formule della vita di ogni giorno. Sebbene assumano una vasta e molteplice varietà di forme, è possibile identificare quattro maggiori tipi di meccanismo, ovviamente ricorrenti in ogni possibile combinazione: isolamento, ancoraggio, distrazione e sublimazione.

Per isolamento si intende la rimozione totalmente arbitraria dalla coscienza di ogni tipo di pensiero inquietante e distruttivo.

Un perfetto e quasi brutale esempio si può trovare tra certi tipi di medico che per auto-protezione vedono solo l’aspetto tecnico della loro professione. Un atteggiamento che può scadere fino al teppismo, un misto di energumeno e studente di medicina, nel quale ogni sensibilità per il lato tragico della vita è sradicata con mezzi violenti (tipo giocare a calcio on le teste dei cadaveri e così via). 

Nella vita di tutti i giorni l’isolamento si manifesta in un codice generale di reciproco silenzio: prima di tutto verso i bambini perché non abbiano a temere la vita appena cominciata, ma conservino le loro illusioni fino a quando potranno affrontarne la perdita. In cambio i bambini non devono seccare gli adulti con qualunque riferimento a sesso, cesso e morte.Tra adulti ci sono le regole del “tatto”, un meccanismo ampiamente spiegato quando un uomo che piange forte per strada viene fatto allontanare con l’aiuto della polizia.

Il meccanismo dell’ancoraggio serve fin dalla prima infanzia: i genitori, la casa, la strada, si confanno automaticamente al bambino, dandogli un senso di sicurezza.

Questa sfera di esperienza è la prima, e forse la più felice, protezione contro il cosmo che mai conosceremo nella vita, un fatto che spiega senza dubbio anche il tanto discusso “legame infantile”: che sia anche un aspetto sessuale è irrilevante qui.Quando il bambino scopre più tardi che questi punti fissi sono arbitrari ed effimeri come qualunque altro, ha una crisi di confusione e ansietà, per cui prontamente va in cerca di un altro ancoraggio: “in autunno inizierò la scuola media”.
Se la sostituzione in qualche modo fallisce, allora la crisi può prendere un corso fatale oppure subentra ciò che io chiamo uno spasmo da ancoraggio: ci si aggrappa ai valori morti, nascondendo il più possibile a sé e agli altri il fatto che ormai non funzionano più, che si è spiritualmente insolventi. Il risultato è una permanente insicurezza, un senso di inferiorità, inquietudine. Nella misura in cui questo stato ricade in determinate categorie, il soggetto viene sottoposto a trattamento psicoanalitico il cui scopo è completare la transizione a nuovi ancoraggi.

L’ancoraggio può essere caratterizzato da una fissazione di alcuni punti interiori, o dalla costruzione di mura intorno al liquido vortice della coscienza. Sebbene normalmente questi punti siano inconsci, possono anche essere consci (tipo “perseguire uno scopo”).
Gli ancoraggi pubblicamente utili incontrano le simpatie di tutti, chi sacrifica se stesso totalmente per il suo ancoraggio (la società, la causa) è idolatrato. 
Ogni cultura è un grande, compiuto sistema di ancoraggi, costruito su fondamentali certezze, le idee culturali di base. La persona media è fatta di certezze collettive, la personalità si costruisce da sola, il carattere finisce di edificarsi, più o meno radicato su certezze collettive ereditate (Dio, la Chiesa, lo Stato, la morale, il fato, la legge della vita, il popolo, il futuro). Più un certo elemento portante è vicino alle principali certezze, più è pericoloso toccarlo. Qui una protezione diretta è normalmente stabilita da codici penali e minacce di persecuzione (inquisizione, censura, tutto l’approccio conservatore della vita).

La capacità portante di ciascun segmento sociale dipende dal non essere ancora stato visto nella sua natura fittizia, o che sia riconosciuto come necessario in ogni modo: come, ad esempio, l’educazione religiosa nelle scuole che anche gli atei sostengono, poiché sanno di non avere altro modo per portare i bambini a inserirsi socialmente.
Quando la gente realizza la falsità e la ridondanza dei segmenti, comincia a lottare per rimpiazzarli con dei nuovi (“Verità a durata limitata”): da qui scaturisce la lotta culturale e spirituale che, insieme alla competizione economica, forma il dinamico contenuto della storia mondiale.
La brama di beni materiali (potere), non è tanto dovuta ai piaceri della ricchezza, poiché nessuno può sedersi su più di una sedia o mangiare più di quanto lo sazi. Piuttosto, il valore  della ricchezza consiste nelle maggiori opportunità di ancoraggio e distrazione offerte al possidente.Sia per gli ancoraggi collettivi, sia per quelli individuali, succede che quando un segmento si spezza, c’è una crisi che è tanto più grave quanto più il segmento è vicino alle certezze principali. Dentro i cerchi più interni, lontano dai bastioni esterni, queste crisi sono ricorrenze giornaliere e non dolorose (i “disappunti”). Si può anche giocare con i valori di ancoraggio (spiritosaggini, gerghi, alcool). Ma durante questi giochi può capitare accidentalmente di toccare il reale e la scena si trasforma istantaneamente da euforica a macabra. La minaccia dell’essere ci fissa negli occhi e in un mortale soffio percepiamo come tutti siamo sull’orlo della follia e l’inferno occhieggia sotto di noi. 

Le certezze realmente fondanti raramente sono rimpiazzate senza grandi spasmi sociali e a rischio di una completa dissoluzione (riforme, rivoluzioni). Durante questi momenti, gli individui sono sempre più abbandonati ai propri sistemi di ancoraggio e il numero dei fallimenti tende a crescere. Depressioni, eccessi e suicidi sono il risultato (come gli ufficiali tedeschi dopo la guerra, gli studenti cinesi dopo la rivoluzione).Un altro difetto del sistema è che una sovrastruttura logica è costruita sopra ogni certezza, cui si ammassano infiniti modi di sentire e di pensare. Ciò porta nella nostra vita innumerevoli contraddizioni.

Così la disperazione può entrare attraverso le spaccature. In questi casi una persona può essere ossessionata da una gioia distruttiva, spazzando via l’intero apparato artificiale della sua vita con una sorta di orrore estatico. L’orrore proviene dalla perdita di tutti i valori – rifugio, l’estasi dalla sua improvvisa spietata identificazione e armonia con il più profondo segreto della nostra natura, la biologica imperfezione, la perdurante disposizione alla rovina.Amiamo i nostri ancoraggi perché ci proteggono, ma allo stesso tempo li odiamo, perché limitano il nostro senso di libertà. Quando ci sentiamo abbastanza forti, prendiamo piacere nel seppellire un vecchio valore. Gli oggetti materiali qui assumono una rilevanza simbolica (L’approccio radicale alla vita). 

Un modo di protezione molto popolare è la distrazione. Si limita la propria attenzione verso gli aspetti critici dell’esistenza, essendo costantemente trascinati dalle impressioni.

Questo atteggiamento è tipico anche nell’infanzia: senza distrazioni il bambino è insofferente a se stesso. “Mamma e adesso cosa faccio?”. Una piccola ragazza inglese in visita a una zia norvegese, entrò nella sua stanza dicendo: “Che succede adesso?” La tata improvvisò con virtuosismo: “Guarda, un cagnolino! Guarda, stanno dipingendo il palazzo!
Il fenomeno è così familiare da non richiedere altra dimostrazione.
La distrazione è, per esempio, la tattica di vita dell’alta società. Può essere paragonata a un aeroplano, fatto di metallo pesante, ma incorporante un principio che consente di sollevarsi da terra quando è applicato: deve essere sempre in movimento, poiché l’aria sostiene solo se si va veloci. Il pilota può anche essere assonnato e pigro per abitudine, ma la crisi diventa acuta nel momento in cui il motore perde colpi.
La tattica è spesso pienamente consapevole. La disperazione può scavare proprio sotto traccia e irrompere zampillando in un improvviso singhiozzare. Quando tutte le possibilità di distrazione sono state usate, la malinconia si insedia, spaziando da una lieve indifferenza a una fatale depressione. Le donne, in genere meno soggette agli eccessi della cognizione e quindi più sicure della loro vita che gli uomini, usano preferibilmente la distrazione. Gran parte del male di essere prigionieri sta nell’avere accesso negato alle maggiori possibilità di distrazione. Man mano che i modi per affrancarsi vengono meno, il prigioniero tenderà a trovarsi faccia a faccia con la disperazione. Solo l’istinto di conservazione lo trattiene dall’esito finale. Egli sperimenta la sua anima isolata dall’universo e non ha altro sentimento che la totale insopportabilità di quella condizione.

Puri esempi di panico vitale sono presumibilmente rari, poiché i meccanismi protettivi sono automatici, affinati e costanti. Ma la morte è ovunque intorno, la vita è scarsamente sostenibile e a prezzo di grandi sforzi. La morte appare sempre una via di fuga, se si ignora la possibilità di un aldilà. Poiché il modo in cui si percepisce la morte dipende parzialmente da sentimenti e prospettive personali, potrebbe essere una soluzione accettabile. Se in statu mortis si potesse recitare (un poema, un gesto, “morire a testa alta”), come ancoraggio finale o distrazione finale (la morte di Aase, nel Peer Gynt), allora tale fato non sarebbe dei peggiori.Quando un essere umano si toglie la vita in seguito a depressione, questa è una morte naturale per cause spirituali. La barbarie moderna di “salvare” il suicida è basata su un malinteso sulla natura dell’esistenza, tale da far rizzare i capelli. 

La persona “civile” richiede connessioni, linee, una progressione nei cambiamenti. Niente soddisfa alla lunga, bisogna sempre avanzare, acquisendo conoscenza, intraprendendo una carriera. Il fenomeno è conosciuto come “anelare” o “tendenza trascendentale”. Quando lo scopo è raggiunto il desiderio va avanti. Quindi l’oggetto del desiderio non è lo scopo, ma il semplice ottenimento di esso: è il gradiente, non l’altezza assoluta, nella curva rappresentante una vita. La promozione da soldato semplice a caporale può dare un’esperienza più gratificante che quella tra colonnello a generale. Qualsiasi pretesa di “ottimismo progressivo” è confutata da questa legge psicologica.L’umano anelare non è soltanto da “lottare verso”, ma anche un “fuggire da”: nessuno finora ha avuto ben chiaro che cosa si anela, ma tutti hanno sempre in mente ciò da cui si fugge, cioè questa valle di lacrime, la nostra insopportabile condizione. Se la consapevolezza di questa condizione è il più profondo strato dell’anima, allora è comprensibile che l’anelito religioso sia esperito come fondamentale. 

Il quarto rimedio contro il panico, la Sublimazione, è questione di trasformazione piuttosto che repressione.

Attraverso doti artistiche o stilistiche il dolore di vivere può essere a volte convertito in una esperienza di valore. Gli impulsi positivi trasformano il male secondo i propri fini, rivelandone i suoi pittoreschi, drammatici, eroici, lirici o anche comici aspetti.Senza il controllo della mente, questo rimedio è improbabile. (Lo scalatore non si gode la veduta dell’abisso mentre lotta contro le vertigini. Solo quando questo sentimento è più o meno superato, godrà della scalata – ancoraggio). Per scrivere una tragedia bisogna essersi per un certo verso, liberati (aver tradito) il profondo senso di tragedia e guardarlo da un esterno ed estetico, punto di vista. Qui c’è, a proposito, un’opportunità per i più selvaggi rondò attraverso sempre più alti livelli, fino al più imbarazzante circulus vitiosus. Qui si può dare la caccia al proprio ego attraverso innumerevoli modi di essere, godendosi la capacità dei vari livelli di coscienza di dissiparsi uno con l’altro.

Il presente saggio è un tipico tentativo di sublimazione. L’autore non soffre, sta riempiendo pagine per poter essere pubblicato su un giornale.

IV.

È possibile per le nature “primitive” rinunciare a questi intralci e capriole e vivere in armonia con se stessi nella serena benedizione di lavoro e amore?

Nella misura in cui essi possano essere considerati umani, io penso che la risposta debba essere no. L’affermazione più precisa che si possa fare su questi cosiddetti popoli “naturali”, è che essi sono in qualche modo più vicini al meraviglioso ideale biologico di noi gente “innaturale”. La nostra specie ha potuto superare ogni tempesta, proprio attraverso quelle parti della nostra natura che derivano dalla distribuzione dell’energia tra il corpo e l’anima e che per converso ci creano problemi. Le nostre sofferenze sono dovute a limitazioni sensoriali, fragilità corporea, come pure al bisogno di lottare per avere vita e amore. Poiché una sempre maggiore parte delle nostre facoltà cognitive non sono più impiegate nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, sopraggiunge una crescente disoccupazione spirituale. Il valore di un avanzamento del progresso deve essere giudicato da quanto tiene occupato lo spirito dell’uomo, nel senso di una comunione con la natura.
Forse solo i primi utensili per tagliare possono essere considerati un esempio di invenzione positiva. Le altre invenzioni tecniche arricchiscono solo la vita dell’inventore stesso: rappresentano un volgare e spietato furto della comune riserva di esperienza dell’umanità. Andrebbe punito il loro pubblico uso con le più aspre pene.
L’assenza di una attività spirituale basata sulla natura biologica, viene manifestata, per esempio, da un pervasivo ricorso alla distrazione (spettacoli, sport, radio, “il ritmo dei tempi”). Non sono così vantaggiosi, oggi, gli ancoraggi: tutti i sistemi collettivi di ancoraggio ereditati dal passato non resistono alle critiche serrate e ansietà, disgusto, confusione e disperazione filtrano attraverso le loro spaccature. Il comunismo e la psicanalisi, cercano entrambi con mezzi nuovi di tentare la vecchia fuga, applicando rispettivamente, la violenza e l’astuzia per creare umani biologicamente adatti, intrappolando il loro critico surplus di cognizione. L’idea, in entrambi i casi, è stranamente logica. Ma non può portare a una soluzione finale. Sebbene un deliberato abbassamento a un più confortevole livello possa certamente salvare la specie nel breve termine, essa per sua natura non sarà in grado di trovare pace in tale rassegnazione e, in verità, non potrà mai trovare pace affatto.Se portiamo queste considerazioni alle sue estreme conseguenze, allora non c’è dubbio sulla conclusione. Finché l’umanità procederà nella fatale illusione di essere biologicamente destinata al trionfo, nulla di essenziale cambierà. Man mano che la popolazione aumenta e l’atmosfera spirituale si ispessisce, le tecniche di protezione assumono un crescente carattere brutale. 

E gli umani persisteranno in sogni di salvezza e affermazione con sempre nuovi messia. Eppure quando tutti i salvatori saranno stati inchiodati alle loro croci e lapidati nelle piazze, l’ultimo messia apparirà.

Sarà l’uomo che, primo tra tutti, ha osato mettere la sua anima a nudo e sottomettersi al più estremo dei pensieri del nostro lignaggio, l’idea stessa della fine. Un uomo che ha percepito la vita e le sue radici cosmiche e il cui dolore è il dolore della Terra intera. Con quali e quante furiose grida le torme di tutte le nazioni invocheranno che possa morire mille volte, quando come un panno, la sua voce avvolgerà il globo e il suo strano messaggio risuonerà per la prima e ultima volta:“La vita dei mondi è un fiume ruggente: ma la Terra è un pozzo di acqua stagnante. 

Il segno della colpa è scritto sulle nostre fronti. Per quanto ancora lotterete contro voi stessi? C’è solo una conquista e una corona, una redenzione e una soluzione:

Conosci te stesso, sii infertile e lascia che la terra sia silente dopo te.

L’intero libro in lingua inglese e’ scaricabile in .PDF QUI

Peter Wessel Zapffe, 1933

Cronache Babilonesi

 

Annunci

DJ Selecta & Eternity Magazine ( UK )

At Last! After many years of searching I managed to get hold of this little gem of a mix.

This is from when Technoterra lived in the U.K. as an economic/hedonistic expat – having it large with pirate radio CHILLIN’FM 102.9 in London in the free early party scene as well as playing at many ordinary large and small venues mainly in the East side of town.

THANKS to OlD sKoOl RaVeRs UnItE! for uploading this!

This release came out as Volume 8, in a series of Limited Edition cassette DJ mixes along with ETERNITY Magazine – I believe – in 1995.

Great Acid Old Skool Techno.

Put simply : I am elated.

Courtesy of Mixcloud

Technoterra Mixtape Archive 1997/2001

Lost tapes brought back to life via digital conversion.

The analogical sound of vinyl before the advent of the array of new DJ technology innovations that almost made the human element at the control irrelevant. Not a matter of being sentimental here, but hey, how motivated were we?

Go hunting for the right records
spend some long hours crawling along the dustiest basements
flick through stacks upon stacks of vinyl
now go home and check your tunes out
fire up your equipment
drop your 1210's needles onto them groves......

Do some work beat matching, get physical on and around that mixer, flex and sway your limbs, be quick , be precise, work that body around so to get in the flow by building track upon track THAT perfect blend.

Here to follow a few LINKS to lead up to TECHNOTERRA’s own EDEEJAY profile where some of those lost moments ( having got recaptured and digitalised ) can, once again, be enjoyed, shared and danced to.


Technoterras’ Techno & Acid Archive recording #01
Old Skool Techno Vinyl blend – 21 November 2001.


Cosa Rimane della Favola sulla Nostra Esistenza

EFILISM : cosa rimane della favola sulla nostra esistenza.

Questo neologismo deriva dall’inversione letterale del termine VITA , in inglese LIFE (EFIL = LIFE ) ed e’ comunemente riconosciuto nei circoli intellettuali che trovano sede, per  dibattiti e discussioni filosofiche in Rete, sul tema dell’ ANTINATALISMO, o meglio di quella particolare visione della vita senziente in quanto percorso connotato da valori negativi quali la sofferenza, la competizione o lotta per l’affermazione del più forte,  dall’inseguimento vano di un benessere materiale e sensoriale  evidenziato dal seguente ragionamento critico come un bene irraggiungibile.

Startområde-bakgrunn-1024x640

 Il  pensiero scettico  che si attua attraverso un esercizio costante e soggettivo della nostra facoltà di  raziocinio e in virtù di un processo che possiamo definire senso-centrico appare il metodo più accreditato nella valutazione della pervasiva condizione umana che ci accomuna.

 Questo esercizio non può che condurre ad una verità tanto più vicina all’assoluto,  tanto più oggettivamente verificabile e condivisibile attraverso l’uso delle nostre capacità intellettuali, estendendo questo ragionamento al resto del mondo vivente possiamo dire che   quest’ultimo e, conseguentemente,  la vita degli individui che lo popolano, sono trappole mortali, ogni organismo vivente che nuota, vola, striscia, ogni creatura   che solca il suolo, ogni molecola che compone e determina il destino di questi individui, non gode di alcuna libertà di scelta, ma si trova altresì alla merce’ degli eventi “ cosmici ” e dei fenomeni naturali che ne condizionano l’integrità  nell’atto di imprimere alla propria esistenza qualsiasi qualità  fondamentalmente positiva.

Per prima cosa, il DNA  che anima il mondo vivente non e’ che un “copione” scritto dalla Natura, ovvero da quell’insieme di processi di biosintesi molecolare chiamato VITA, il quale si sottrae alle più rigorose delle leggi scientifiche note, alla Fisica degli oggetti enormemente grandi o immensamente piccoli che si spostano nello spazio, indistinguibili e inseparabili da esso.

dna

Il DNA non ha alcun motivo logico di esistere.

Il DNA è il vero e unico creatore dei tortuosi percorsi minati da una schiera di pericoli costanti, da rischi noti e meno noti, dal disagio costante che ci governa, dalla paura in quanto emozione primaria di difesa , dalla sofferenza e dalla morte certa che ogni creatura più o meno senziente trova se stessa sottoposta a dover subire dal momento della propria nascita a quello della capitolazione, spesso violenta, angosciante, lenta, inesorabile.

Il DNA e’ al contempo l’Entità che concepisce la vita e quella che tormenta, tortura e uccide ogni creatura vivente.

Il DNA ha messo in atto questo insensato progetto di sterminio seriale per centinaia di milioni di anni su centinaia di miliardi di soggetti senzienti e di organismi viventi…e continua a farlo.

Virtualmente, il solo dispositivo di difesa che ci e’ accordato, e’ la costruzione di una gamma di esperienze positive, le quali sono sempre e invariabilmente vulnerabili scappatoie alla nostra condizione e, per via dello loro  stessa trama, fallaci nell’implementazione.

Riesenbaby-1024x768

Il Non Esistere

Il solo fatto di non esistere, in quanto individui i quali in diversa misura sono capaci di razionalizzare la loro propria condizione , non ha mai causato danno o menomato  niente e nessuno; in contrasto,  l’ipotesi di NON ESISTERE  non sembra implicare alcun problema, nessuna contro – indicazione nel non esserci.

Possiamo quindi concludere che l’ipotesi contraria, quella di ESISTERE , di esserci, non detiene alcun valido, apprezzabile motivo per realizzarsi.

Non c’e’ alcuna ragione sana e razionalmente giustificabile al mondo per passare da uno stato di NON ESISTENZA ad uno di ESISTENZA.

Ogni formato di “esperienza positiva” che abbiamo l’impressione di riuscire  a costruire costituisce un tentativo nell’ attualizzazione di un progetto, di una strategia relativa all’edificazione di strutture materiali e  costrutti mentali ritenuti adatti ad ovviare le difficoltà e le deprivazioni, a ripararci dal rischio di subire danni fisici, emotivi e psichici, danni lievi e cumulativi, debilitanti e svantaggiosi, permanenti e fatali.

Questo significa che parte di ciò che percepiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda,  che non esitiamo a catalogare come esperienza di vita positiva in realtà è solamente un opera di de – costruzione ( nella accezione pratica del temine piuttosto che di quella filosofica ) di qualcosa di negativo, di riparazione di un guasto senza alcuna certezza che tali energie o risorse, che tali operosi interventi, non conducano poi, nel tempo, a qualcosa di ancora peggiore.

La virtu’ costituita da un  avanzamento tecnologico e bio medico senza inibizione alcuna il quale,  di pari passo alla maggiore conoscenza umana del mondo che ci accoglie dovrebbe, in teoria, garantire a tutti un migliore standard e aspettativa di vita … una vita biologica media prolungata … forse di 500 volte …  Sotto la lente Efilista si impone  quale una virtù dal dubbio spessore morale.

Questo tipo di prospettiva  Positivista, propagandata  come risolutoria e benefica per la  qualità di vita delle moltitudini , in realtà non fa che massimizzare il grado qualitativamente NEGATIVO  della vita in se ( e l’esatto opposto di ciò che può venire considerata una “esperienza positiva” ) cui veniamo assoggettati dal momento in cui veniamo al mondo, moltiplicato forse di 500 volte … basti pensare ai regimi militaristi e dittatoriali, alle super prigioni tipo Guantanamo Bay, ai disastri ambientali, alle guerre mascherate da missioni di pace,  allo sviluppo di sistemi intensivi di sfruttamento e di sterminio ( allevamenti e mattatoi in primis ) , alle crisi economiche globali, alla scarsezza delle risorse naturali primarie  tutte conseguenze di attitudini predatorie di alcuni gruppi di potere… fino al più bieco e cieco Antropocentrismo che presenta l’Uomo come unica misura dell’Universo.

skeletons

Il Gioco di dover vivere la vita e l’azione punitiva del DNA

Se, come abbiamo visto, primariamente, correggere un errore riparandolo senza alcuna certezza di ottenere un esito apprezzabile rimane esercizio futile e senza senso, in ultima analisi , il fatto che ci appaia possibile godere positivamente, in un particolare momento, di una particolare esperienza, non compensa comunque il grado di effettiva ingiustificata tortura quotidiana arrecataci dalla partecipazione allo schema complessivo entro l’arena nella  quale si svolge questo GIOCO.

Un gioco crudele,   le quali regole non le abbiamo negoziate minimamente, un gioco nel quale quelle regole stesse vengono continuamente cambiate o aggirate o manipolate da chi, politicamente e economicamente motivato,  crede di poterne uscire vincitore…un giorno. 

La fine e’ certa, l’agonia quasi assicurata tanto quanto lo è l’impossibilità  di mandare indietro l’orologio degli avvenimenti , di fermare le lancette nel loro incessante tintinnio,  di nullificare, in quanto partecipanti  INVOLONTARI a questo gioco e sue vittime designate, l’azione punitiva del DNA, entità la  quale utilizza i nostri confini corporali e sensoriali at random per portare a compimento questo assurdo esperimento.

Queste non sono opinioni.

Quella descritta è la realtà fattuale delle cose, la così detta “esperienza positiva” non si assurge a macchina del tempo, ne ci consente di cancellare quanto di pesantemente doloroso e mortale ci attanaglia dalla culla alla fossa. E’ solo un penoso intervento lenitivo, a volte del tutto immaginario e autoreferenziale, che prolunga l’esperimento

Qualsiasi grado di positività nell’esperita’ dell’esistenza terrena, quindi dell’esistente, NON può ripararci dal  terrificante esperimento del DNA, il quale accade dentro e intorno a noi.

baby in pram

Scenari a Venire

Dovremmo forse accreditare i predicatori dell’ottimismo? Coloro i quali, in nome di dottrine umaniste e religiose promettono ai “fedeli” dei paradisi a venire?

Nel primo scenario, costoro non fanno i dovuti conti con il futuro che ci attende da una prospettiva di gestione tecnocratica della società, tutto questo benessere hi-tech, tutto questo fittizio intrattenimento delle menti e dei corpi soggetti alla possente presa dell’industria eletta a far loro credere che il tempo speso dentro le loro super moderne camere della tortura e simulatori extra-dimensionali possa infondere senso alla vita, al fatto di “esserci” e di dover, a priori, partecipare produttivamente a questa farsa;  l’inconsistenza e totale inattendibilità scientifica delle favole cui si fanno promotori i predicatori del secondo scenario non merita neppure una nota di critica razionale, la follia religiosa ponendosi in esatta antitesi all’esercizio razionale dell’intelligenza media, facoltà la quale ciascuno di noi appare dotato.

Contenere l’esperimento del DNA

Come possiamo ridurre le istanze di sofferenza e di speranze tradite di coloro i quali sono ancora parte,  loro malgrado, di questo insano gioco?

Il discorso filosofico Efilista applica con rigorosa logica l’unico principio capace di ridurre le opportunità al DNA di giocare al massacro col mondo vivente.

In quanto mammiferi raziocinanti, quindi capaci di comprendere lo svantaggio di esistere, avremmo il più diretto interesse a scomparire, interrompendo ogni ciclo di riproduzione e di moltiplicazione,  ma anche tutte le altre specie e le piante … e oltre….

Tutta questa sofferenza, quel graduale decadimento, tutto ciò che genera  patimento e tribolazione può e deve venire prevenuto: la vita non deve accadere.

La vita in sé è  substrato e compost biochimico essenziale e universale  affinché il DNA abbia modo di proseguire il suo esperimento.

L’Universo che ci contiene e quello che sta’ dentro di noi, la fibra e il nutrimento essenziale al DNA deve venire disarmato e bloccato permanentemente dalla sua capacità di replicazione.

L’odierna  tecnologia e’ in grado di offrirci la possibilità di ridurre il danno, di minimizzare il rischio.

L’intero mostruoso sistema, il tritacarne del DNA,deve venire indotto, nelle sue funzioni, entro un  regime sostenibile,   quelle componenti di esso, quei circuiti che altrimenti continuerebbero a generare offese e sofferenza inaudite ai corpi intrappolati nei suoi ingranaggi vanno rese ridondanti , ridotte a funzionare a regime sostenibile,  così da assicurare un tempo a venire meno traumatico e ansiogeno, un tempo dove tutto questo mostruoso macchinario sara’ diventato obsoleto, innocuo, memoria distante.  

the road to antinatalism

Per maggiori info in italiano sulla questione dell’ ANTINATALISMO visita QUI.

Altri liks fondamentali per cominciare a riflettere e mettere a fuoco la questione del ( non ) senso della vita, per  migliorare il nostro grado di consapevolezza in rispetto alla necessità di vanificare l’azione dei torturatori civili e collaborazionisti, degli alleati del DNA, loro indiscusso signore,visita i seguenti Videoblogs e i  Forums ( tutto in Inglese ) :

http://efilism.com

http://donotgod.com

http://vloggerdome.com

https://www.youtube.com/user/antinatalism1

http://www.knunst.com/planetzapffe/

 

#Efilism  in 18 minutes talk ( any dummy would get it )

 

Grazie a URBAN DICTIONARY per la sintesi che mi ha permesso di fare sul tema con il proprio materiale pubblicato nell’opera di redazione di questo blog……

Grazie a Gary Inmendham per l’inesauribile energia e fonte di argomenti a favore della filosofia Antinatalista e razionalista ( what a stepping stone on my life journey you’re being my man!!)

— The Droid — 09 2018 —

Up North…

TT man new image new 2014

An eclectic effort into blending quality House music with mild Acid Techno at 130 BPM, once again electronic dance music reveals itself as One, these tracks all sit onto each other in an effortless, gracious manner, you hear a groove, you pick up a melody you drop a bass line into the mix, the drumming does never get too serious here, the sonic digital, yet organic, hot magma flows and makes sense for any pleasure seeker individual within such vibrational field.

This is a live un-edited Web Radio Broadcast, first aired on www.afterhoursdjs.org on Saturday July the 14th 2018.

 

The following producers are responsible for the music, in no particular order: 

16 bits lolitas, chymera, dave angel, barry jamieson, dave seaman, ejm project, harvey mckay, electric rescue, jody wisternoff, affkt, guy j, john digweed, edu imbernon, king unique, lank, amorph, mark knight, nathan cable, nic fanciulli, miguel bastida, metro area, paul thomas, pan pot, ramon tapia, robert babicz, sebrok, rulers of the deep, sonic infusion, naval, koljah, main element. future shock, laurent garnier, and many more.

By the way….

Technoterra Soundsystem moves up north soon, the intent that of trying and to get a better view on all matters of concern.

Although none of us ever asked for that we happen to be born, we get a chance to grow up, we  struggle to come to terms with our condition, we try to fit in the cogs of the environment that hosts us.

We tire of being who we are where we are, we can’t stand some of the types that enter our lives,  we sulk, we work hard, we think … we move on, sometimes we return.

Technoterra moves up north and embrace change.

You all be safe, true to yourselves and sound.

…a journey into Electronic Dance Music…

IMG_20180214_133535Beware Happy tracks in here span from all across the Electronic Dance Music spectrum, when i am out and want to hear a groove I like it best to vary in style, in the tempo and in the moods that it elicits too, if the kick drum, the bass line and the general texture of the sound offerings make me feel good, well that’s all I wish for myself in that particular moment. Same goes with DJ mixes I suppose, hence, such sequence came about. Recorded live on Web Radio ( AHDJS ), on a Saturday afternoon

ALL Time PUNK & HEAVY classics vol.1

sandy fist

Wow…il risveglio alle bellezze nascoste nella sterminata collezione di vinili del sottoscritto continua, continua grazie a tutta una serie di eventi che stanno spostando il baricentro delle mie azioni su versanti diversi da quelli entro i quali mi sono misurato e ( principalmente ) scontrato negli ultimi tempi.

Ecco allora che si realizza in studio una sequenza tutta chitarroni e pesantemente influenzata da sonorità classiche e care; qui si sentono classici e si ascoltano le parole di band come The Nuns, Adolescents, Nirvana, True Sound Of Liberty, The Zero BoysDag NastyHenry Rollins, Bad Brains, Rikk Agnew, ma anche di mostri sacri quali Cro-Mags, Motörhead, Slayer, charged GBH e Suicidal Tendencies.

Se conosci ” questa roba ” magari non l’avrai sentita da qualche anno, o forse te ne eri dimenticat* … il fatto è che suona ancora da paura, ti fa saltare da matti e ti fa PENSARE.

Trovo i contenuti delle liriche davvero coinvolgenti e autenticamente sentiti a livello emotivo da chi li esprimeva in maniera così ruvida e diretta trenta e passa anni fa’.

Non si tratta di nostalgia, mi piace pensare di essere tipo ben ancorato nel momento presente, quel che e’ stato  ( fortunatamente ) non ritorna, che non ci si illuda … chi c’era c’era … e molti di “noi” non ci sono più … scomparsi, smarriti, invischiati dalla vita, imborghesiti, rimbambiti … ma il materiale musicale presentato qui, vi assicuro,  è quanto di meglio ( tenendo conto che il mix in oggetto offre soltanto cinquanta minuti di musica ) l’ondata punk, hardcore, crossover heavy ebbe da produrre tra la fine degli anni settanta a quella degli anni ottanta.

Per il resto, fate voi.

 

A DJ blend constructed by carefully choosing tracks from my huge vinyl collection.
Here you will hear songs by The Nuns, Adolescents, Rikk Agnew, Nirvana, TSOL, Dag Nasty, Henry Rollins, Bad Brains, The Zero Boys as well as some heavy sacred monsters such as Cro-Mags, Motörhead, Slayer, charged GBH and Suicidal Tendencies.

These are all records that made me and a score of others “move” back in the day. Novelty is…they still do!!

3 Febbraio 2018 : oh jeez! Its tek-PUNKy time!

punky timesAGRI…che?? segui il LINK e scopri un mondo 😉

only speak English? Check this out and get in the know by scrolling the blog down to the required section

Sostieni il progetto  AGRIPUNK con una donazione QUI 

DONATE today to AGRIPUNK / SUSTAIN RESISTANCE 

FB event here // evento FB qui

LIVE @ AGRIPUNK COWpodanno 2018 Benefit Gig

https://www.edeejay.com/video/4816643/cowpodanno-2018-live-ambra-31-12-17/

This is a raw extract of TECHNOTERRA SOUNDSYSTEM 5 hours long DJ set to cover few kinds of electronic dance music, a sort of entry level type of musical journey put together and presented to a crowd unused to appreciate such sonorities.
Benefit night revealed to be a success beyond any expectations, everyone had a good time and we all had fun celebrating our oneness with the many non-human friends whom have found a safe haven and a shelter in this extraordinary place.
If you wish to know more on AGRIPUNK and on the philosophy of those activists whom struggle and work daily and selflessly so to provide for liberated farming animals please do follow the link :
https://technoterrasoundsystem.wordpress.com/2017/…
and find a brief text in english right at the bottom of our blog which is quite exhaustive on the project.

Thanks for your support and for the sharing
ROY

Untitled
Technoterra’s right shoulder tattoo speaks louder than words

WitchTEK 2017 ( South Central region -ITA ) F.R.E.E. party

This is an edited version of the live mix played at the Sulmona’s FREE tek event held at the end of October 2017.

22861612_1941873312801920_169130836237110423_o

Party was extremely well attended and run without major hiccups.

There is a large movement of sound systems in Italy which are networking towards setting up parties in a free manner, empty warehouses get occupied temporarily, pieces of land in the countryside grabbed and made into citadels of illegality for a night or two.

Unfortunately there’s a lot of prejudice around this type of direct action originated, self made social events; newscasters tend to demonise such practices and to instigate the police so to intervene, to stop proceedings and to confiscate equipment.

Normally events such as these end up as intended without causing any harm nor damages to anyone, other times due to police action and/or gang infiltrations we may witness some very despicable occurrences which they all but reinforce the bad notoriety surrounding the free tekno scene in this country.

end of party
Sun is shining! Time to deal with our tired souls and with a more contingent kind of need: disassembling tons of equipment and it made it back home safely. Cool innit??

On a more personal level, what I enjoy the most in this kind of things is the fact that no money change hands in order for ALL to participate and to have fun, free music for all…thats what i like the most.

Also, the grade of determination with which everyone involved into organising these parties manage to resolve the most difficult, intricate situations acts as a potent impulse into investing, in a major renewed way, in terms of energy and in terms of reciprocal trust/respect, into creating reliable relations, into the desire of meeting new people, into the act of growing to a more informed, competent persons so as to continue in setting up pace towards my own goals , both on the creative, the ethical and on the political spectrum too.

Long live FREE TEKNO PARTIES then … as … LOVE being the sole message ❤

22861691_1941867269469191_3566558040989559938_o.jpg
there’s always a lot of work that need doing the whole time: finding a suitable location, securing the location, organising the Bar, making everything to work finely on the technical side, mounting/un-mounting equipment, playing your DJ set/live P.A., managing NOT to get arrested!!! but hey…you know what? IT  DOES always WORTH MY WHILE!