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DJ Selecta & Eternity Magazine ( UK )

At Last! After many years of searching I managed to get hold of this little gem of a mix.

This is from when Technoterra lived in the U.K. as an economic/hedonistic expat – having it large with pirate radio CHILLIN’FM 102.9 in London in the free early party scene as well as playing at many ordinary large and small venues mainly in the East side of town.

THANKS to OlD sKoOl RaVeRs UnItE! for uploading this!

This release came out as Volume 8, in a series of Limited Edition cassette DJ mixes along with ETERNITY Magazine – I believe – in 1995.

Great Acid Old Skool Techno.

Put simply : I am elated.

Courtesy of Mixcloud

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La Trappola del DNA

In memory of Jiwoon Hwan

La storia della vita sulla Terra è una storia di schiavitù, dal suo inizio e nella sua vera essenza la vita trova origina da un codice replicante.

Ciò che differenzia questo codice da quelli utilizzati, in epoca recente, nella scrittura di programmi software, è la totale mancanza di intenzionalità e di un obiettivo.

Lentamente, nel corso di miliardi di anni, il codice della vita si è evoluto divenendo sempre più complesso; questo codice, o genoma, si è ramificato in milioni di specie relativamente differenti, nel colore, nella forma, nella tipologia dei comportamenti e in quella degli organi che ne consentono l’esistenza.

Tutte queste diverse entità viventi sono asservite ad un unico disegno, ad un unico padrone.

Il codice è indifferente al destino di madre papera che viene aggredita e divorata, sulla riva di un fiume, da un coccodrillo affamato, il codice non si cura in nessuna misura dello strazio e della sofferenza che tale accadimento procura alla vittima ammesso che tale processo conduca alla sua auto replicazione, al suo perpetuamente nel futuro.

Ogni modulazione nei comportamenti degli organismi viventi rientra nel gioco della vita.

Il codice è indifferente verso quelle che sono le tue aspirazioni, a ciò che ne sarà di te, se ne frega dei tuoi sogni e dei progetti. A lui interessa soltanto la propria propagazione, il proprio perfezionamento.

Ogni caratteristica di ogni organismo ospitante, ogni funzione che ottimizza le possibilità di sopravvivenza del codice, verranno accuratamente e naturalmente selezionate nel tempo e consolidate.

Quella che nel lessico della Psicologia Evoluzionista viene definita la Triade Motivazionale è composta da tre fattori principali, l’ineluttabilità, la ricerca del conforto e la conservazione dell’energia, tre fattori che brillano per la loro non sequenzialità in ordine di importanza, ciò che conta è il grado di efficenza degli esiti motivazionali.

Alla luce di questo dato di realtà qualsiasi nozione esistenziale, da quella maggiormente mediata ad una più radicale sembra del tutto irrilevante.

Ciò che ti rende ciò che sei, o che credi di essere, non è che una stringa di codice combinata a delle circostanze spazio/tempo e corporali determinate dalla tua nascita.

Dalle più banali a quelle apparentemente cruciali, ogni una delle nostre scelte rimane confinata entro i limiti della nostra umanità, sempre e soltanto in questo ambito rigidamente circoscritto noi, in quanto soggetti protagonisti della nostra vita, prendiamo delle decisioni e facciamo delle esperienze.

Molto frequentemente valutiamo in maniera delirante e narcisistica quanto, i nostri naturali confini corporali e di campo mentale, rendano ” speciali ” le nostre imprese e le prerogative a nostra disposizione.

In realtà è il meccanismo della Triade Motivazionale a dettare cosa possiamo fare e quando possiamo farlo.

La forza che esercita la maggiore presa sulla nostra condizione esistenziale umana, che costituisce l’imperativo primario, è quella relativa al riconoscimento delle minacce esterne, alla loro elusione, evitando danni alla nostra integrità corporale, al sicuro da ogni possibile sofferenza, sopravviviamo e ci riproduciamo.

Se compariamo la potenza con la quale ci si impegna nell’atto costante di sottrarci ad ogni possibile esperienza traumatica con quella messa in campo nella ricerca ( anch’essa costante ) di piacere e appagamento, ebbene, quest’ultima non appare che un fenomeno di natura effimera. Infatti, in quanto specie umana, non ci siamo evoluti nella direzione di una ricerca fruttuosa di un durabile stato di soddisfazione, quanto piuttosto, nella direzione dell’ ottenimento di istanti di vita in cui temporaneamente non ci sentiamo afflitti da desideri, angoscia, paure, disagi, stati ansiosi.

Riusciamo, ma solo temporaneamente, a placare queste emozioni negative ogni volta che un desiderio viene appagato, ma il conseguente ” stato di grazia ” non dura affatto, un altro desiderio da appagare è già pronto a farsi largo.

Le diverse specie risultanti l’evoluzione sono, di fatto, altamente sensienti e insaziabili di natura, automi che inseguono per tutta la durata della loro vita terrena false promesse di felicità e riscatto.

Se il nostro destino non fosse così connotato tragicamente il ” gioco della vita ” sembrerebbe quasi uno scherzo, eppure, noi esseri umani, che in teoria dovremmo essere ben corredati in termini di capacità di indagine e di apprendimento intellettuale, non riusciamo a fare nostra l’unica verità degna di questo nome, infatti ci inventiamo scenari ultraterreni fatti di felicità e vita eterna.

Perché sembra così difficile riconoscere il gioco della vita per quello che davvero è?

La risposta è tanto semplice quanto disturbante. Il nostro essere proni al delirio onnipotente e all’idiozia generalizzata è caratteristica selezionata in termini di processi evolutivi dal nostro vero, unico padrone.

Insieme alla facoltà di osservare e concettualizzare il mondo, il nostro padrone, il codice genetico, ci ha resi capaci di credere in storielle che narrano di uomini per metà umani per metà divini e di donne madri vergini.

La forza del pensiero spirituale e del delirio religioso origina dalla necessità della nostra specie di attenuare il devastante impatto che la verità sulla vicenda umana imprime sull’immaginario collettivo, sulla angosciante realtà di essere vivi, senzienti, intelligenti e di stare dentro ad un gioco senza avere scelto di farlo. Questa è la potente forza delle promesse vane, la forza esercitata dal codice, nostro padrone, che ci induce all’indulgenza in rispetto alla perpetuazione della specie nel futuro.

Ma in molti siamo consapevoli della paurosa spirale di sofferenza che l’esistenza ci obbliga a contemplare.

Oggi, con l’ausilio dei moderni mezzi scientifici e tecnologici, possiamo cominciare potenzialmente ad assumere un maggiore controllo in questo terribile paradigma e a difenderci da questo despota invisibile, il DNA.

Schiavi umani in ogni angolo del mondo stanno pian piano maturando una maggiore capacità di lettura, si stanno svegliando dal torpore, stanno identificando la vera natura della vicenda che li accomuna e che accomuna l’intero mondo vivente, si stanno sollevando e sottraendo dalla gelida equazione. Si stanno rifiutando di produrre nuovi schiavi, nuovi soggetti/automi da gettare nel tritacarne dell’evoluzione, nuove vittime sacrificali a disposizione del padrone assoluto.

Per mezzo della forza potenziale di Internet e la risultante disseminazione di conoscenza critica nel mondo presto saremo sufficientemente dotati per combattere l’unica guerra che meriti davvero di vederci ingaggiati.

Insieme vedremo la fine della schiavitù e il tramonto definitivo di ogni tormento.

Thanks to VEGAN ANTINATALIST for the inspirational contents on his You Tube channel

Il potere del Gioco, il Gioco del Potere

“… il potere non si prende, si sorprende …” diceva un saggio qualche tempo fa e Huizinga definiva il gioco come un atto non imposto che stravolge le regole della vita “vera “, della vita ” ordinaria “, dal quale si trae soddisfazione, piacere, gioia sebbene esso sia peculiarmente un atto disinteressato.

Nel mondo imperfetto esso crea una perfezione temporanea e limitata che forse in rapporto a quello si pone come una ” illusione ” ( Ludere = Illudere ) ma una illusione che permette di assaporare momenti di realizzazione e di appagamento talvolta del tutto assorbenti ( ci si dimentica di stare giocando ) e che prefigura un mondo ludico in cui ciascuno operi secondo regole liberamente scelte.

La retorica legata al lavoro, la demagogia che ne accompagna l’esaltazione spesso autolesionistica, viene a subire dall’esplosione giocosa il più’ duro degli attacchi, per cui il ” mondo migliore “, nell’immaginario di ognuno, finisce col fondarsi immancabilmente su un momento ludico piuttosto che sul lavoro ” soddisfacente “.

Il gioco crea legami duraturi anche dopo che il gioco è finito: legami solidali, affettivi sentimenti di coesistenzialità che si oppongono alla solitudine, all’isolamento, all’incomunicabilità voluta dal dominio a difesa della propria stabilità.

Il gioco è partecipazione, è sperimentazione del mondo esterno, comunicazione non esclusivamente verbale, conoscenza diretta del proprio ( ed altrui ) corpo e della propria ( e altrui ) mente.

Ma il gioco è questo ed anche il contrario di tutto questo. Quando è il Potere che ” tiene banco ” il gioco assume aspetti opposti; da strumento di partecipazione, di protagonismo, esso diventa strumento di controllo e di recupero, da momento creativo e trasgressivo esso diventa cupa reiterazione, labirinto dell’alienazione e della solitudine metropolitana, l’uso dello Sport, dello spettacolo sportivo, l’utilizzo delle varie lotterie a premi assegna al gioco gestito dal Dominio il ruolo di deterrente della conflittualità, una sorta di antico ” oppio dei popoli ” da allineare accanto alla gestione gerarchica della religione ( tra gioco e rito sacro esiste una correlazione evidente ).

L’eccessiva ideologizzazionepotrebbe però indurci a credere che solo in mano al ” potere costituito “, alle istituzioni, il gioco diventi beffardo strumento di subordinazione e controllo, ma probabilmente non è così.

Il gioco può essere soltanto unilaterale anche a livello di rapporti individuali. I termini ” gabbare “, prendersi gioco di, burlarsi, ecc. individuano un’attività ludica unilaterale tutt’altro che immediatamente liberatoria, cooperativa, solidaristica.

Il gatto con il topo gioca, il topo con il gatto certamente no.

Per il gatto, per il suo comportamento, valgono i criteri individuati per definire il gioco ( atto libero, non imposto, che dà soddisfazione, senso di realizzazione ecc. ), ed è lui che decide quando e fino a quando giocare, come giocare e così via. Il topo non decide nulla e certo non si diverte, come non si divertono affatto le vittime di scherzi atroci, gli inermi e i perseguitati che subiscono il sadismo di chi è in una posizione di forza e la utilizza in questo senso. La sopraffazione può quindi allignare anche nel gioco e divenire attraverso di esso ancora più perversa.

L’universo del gioco è davvero variegato: da momento per apprendere e conoscere sé stessi ed il mondo esterno, da momento di comunicazione e sperimentazione delle relazioni solidali, da momento di liberazione da regole e norme imposte dall’alto, a momento di persecuzione ed oppressione il gioco avvolge ed accompagna l’esperienza dei viventi dai suoi aspetti solari fino a quelli più oscuri e detestabili.

Uno degli Eccessivi

Credits: Libreria Anomalia Roma ( Atti seminario sulla Trasgressione ) 1989/2019

Questo Mondo in cui Viviamo

La Fábrica, Sant Just Desvern, Spagna,
Rovine e Rinascita

Noi che viviamo in un mondo in cui gli specialisti del recupero e della domesticazione tendono a mistificare ogni forma di opposizione con l’aqua santa del consenso.

Noi che viviamo in questo mondo uniforme in cui la vita assume sembianze di morte, che viviamo in un mondo in cui la costrizione, il sacrificio, il salariato sono forme abituali di non-vissuto quotidiano, in cui la merce dialoga con altra merce con la nostra voce, attraverso i nostri corpi, per mezzo delle nostre bocche, un mondo in cui la fabbrica sociale – ogni momento della nostra sopravvivenza – é padrona incontrastata dei nostri gesti, delle nostre sembianze.

In cui la parcellizzazione dei sentimenti e delle passioni è la somma dei nostri comportamenti abituali. In questo mondo in cui ” dai tempi di Marx le cose sono cambiate molto poco, le idee dominanti sono sempre le idee delle elite dominanti, il che non fa meraviglia, dato che la classe che domina oggi è la medesima “.

In questa notte oscura i cuori narcotizzati dalla morfina dell’addomesticamento smettono di pulsare alla ricerca della realizzazione dei desideri, in questa notte in cui lingue cucite dai lacci del risentimento e dalla frustrazione smettono di urlare la propria lucida rabbia, in questa notte di piombo in cui i corpi assassinati dalla sopravvivenza e dall’astinenza di emozioni interrompono la ricerca di stimoli e tensioni che soli possono portare al superamento delle stato di cose presenti, allo sviluppo del movimento per la propria emancipazione.

Spezzare e disvelare gli artifici e gli inganni dello spettacolo sociale sotto tutti i suoi aspetti. Mostrare i denti a chi parla di comunità terapeutiche, a chi blatera di ” realizzazione nel lavoro “, di tavole rotonde, di telefoni amici, di elogio della follia ( cullato nella sua sanità mentale … ), di istituzioni democratiche e altre coglionerie …

In questo oscuro universo, ricercare i fili rossi che collegano gli avvenimenti del passato ai nostri tempi. Criticamente studiare e analizzare movimenti e comportamenti collettivi e individuali che, timidamente, ambiguamente, radicalmente, si sono opposti, e si oppongono all’ideologia dominante.

La trasgressione dell’ordine sociale, del vissuto, dei rapporti umani … in contrasto ragionato ai pontificati dei soliti manipoli di esperti, animati dalla nostra soggettività, attenti a cogliere i segni manifesti del rovesciamento di prospettiva o a denunciare l’opera del recupero, senza concedersi pause né concederne a nessuno.

Uno degli Eccessivi, Roma ( 1989/2019 )

Credits: Libreria Anomalia, atti Seminario sulla Trasgressione.

Vegan Circus Fest 2019

Vegan Circus Fest volume 3, il circo mette le tende e inaugura il rifugio ” I Ribelli della Montagna
La festa avrà inizio il 17 giugno 2019 e si concluderà il 23 giugno 2019.

Vegan Circus Fest chapter 3 will set up tents and opening up the sanctuary ” I Ribelli della Montagna”.

The Festival will take place from the 17th of June to end on the 23rd.

Attivismo Liberazione Conoscenza

Programma provvisorio:
I primi 4 giorni (dal 17 al 20 giugno) saranno dedicati ad attività di laboratorio, costruzione di un forno in terra cruda, realizzazione di un’aiuola a forma di spirale, eseguita con metodo sinergico, attività agricole, relatori di Forest Gardening e permacultura

Draft Programme:

On the first 4 days there will be workshops around the construction of a earth furnace, a spiral flower bed and other activities pertaining agricultural skills, Forest Gardening and permaculture.

21 Giugno: Celebrazione del solstizio d’estate
Introduzione all’agricoltura naturale e ai principi della permacultura, relazione sulla canapa, convegno di medicina naturale, a seguire cena vegan con dj-set,l’antico sapere delle streghe, assemblea aperta attorno al fuoco.

On the 21st of June as the Summer Solstice began there will be an introduction to permaculture principles, focus groups on subjects such as Hemp and natural medicine with a DJ set and a Vegan feast to follow around fires.


22 Giugno: Inaugurazione del rifugio “I Ribelli della Montagna”, visita agli animali e ai loro spazi.Assemblea aperta. Piero Liberati: I rifugi animali. Adriano Fragano:”Disobbedienza vegana. Ovvero il veganismo come potrebbe essere” presentazione del libro con l’autore Adriano Fragano. A seguire cena vegan con dj-set, concerto.

On the 22nd a guided visit to introduce the animals guests at the sanctuary and their living spaces to be appreciated. Also an Open Assembly will set the pace to be followed by a talk by Piero Liberati on what Animal Sanctuaries are about. The evening shall continue with a book presentation by author Adriano Fragano on Civil Disobedience, more Vegan food and music with both live and DJing performances.


23 giugno: Arti resistenti, spettacoli di giocoleria, aula musicale “una canzone per la terra”, open mic, esibizione di Wu Shu e Tai Chi Chaj, giochi di una volta, canti popolari.

On the 23rd juggling performances will be enjoyed as well as a set of open microphone interventions alongside other musical performing artists, Wu Shu e Tai Chi Chaj, also a set of popular old time games explained and folk songs to be shared

Falò tutte le sere, cibo vegan, campeggio libero, installazioni, proiezioni , mercatino del riuso e dei prodotti agricoli, stelle e lucciole.

Every night bonfires shall be lit, vegan food served, free camping offered, art installations exhibited, recycling items being made available and agricultural products being put up for sale.

Programma definitivo

La festa si terrà c/o l’azienda agricola “Il Salice Rosso” in via Dradino 340, Zocca, Modena

FESTIVAL LOCATION : Azienda agricola “Il Salice Rosso” Via Dradino 340, Zocca, Modena

EVENTO FB

Technoterra Mixtape Archive 1997/2001

Lost tapes brought back to life via digital conversion.

The analogical sound of vinyl before the advent of the array of new DJ technology innovations that almost made the human element at the control irrelevant. Not a matter of being sentimental here, but hey, how motivated were we?

Go hunting for the right records
spend some long hours crawling along the dustiest basements
flick through stacks upon stacks of vinyl
now go home and check your tunes out
fire up your equipment
drop your 1210's needles onto them groves......

Do some work beat matching, get physical on and around that mixer, flex and sway your limbs, be quick , be precise, work that body around so to get in the flow by building track upon track THAT perfect blend.

Here to follow a few LINKS to lead up to TECHNOTERRA’s own EDEEJAY profile where some of those lost moments ( having got recaptured and digitalised ) can, once again, be enjoyed, shared and danced to.


Technoterras’ Techno & Acid Archive recording #01
Old Skool Techno Vinyl blend – 21 November 2001.


Il Delirio Dei Sani

…il vecchio senzatetto è di nuovo in strada, grida e inveisce ai passanti ad un incrocio in una grande città …

……Come godo degli sguardi di derisione impressi sui vostri volti, calmi, contenuti passanti!

“ ma te guarda questo come è ridotto…fa davvero ribrezzo…con quegli orribili capelli lunghi e tutti intrigati, quella barba incolta…che razza di relitto di persona!”

“ ma che pellaccia tutta raggrinzita, tutto piegato in avanti … e quelle braccia scheletriche! … ma poi senti come urla e come lancia veleno, si capisce che quel diavolo non ha proprio niente da perdere!”

L’amareggiato senzatetto, il barbone, il vagabondo, lo sbandato… continua la sua arringa sguaiata rivolta alle persone normali, a tutte quelle persone ragionevoli e giuste che stanno dentro una delle diverse categorie accettate nella società….

E’ chiaro che siete incazzati con me… dovrebbero darmi qualcosa per sedarmi, per zittirmi, dovrebbero contenermi in una camicia di forza, ricoverarmi, togliermi dalla vostra vista! Ma prima che questo accada … lasciatemi dire due cose!

Sapete come vengo realmente ripagato dal vostro disprezzo e dalle vostre smorfie di disgusto? O voi, persone sane, ma lo sapete cosa significa essere sani? Godere di una buona salute mentale significa trovare un posto nella società. I manuali della psichiatri la definiscono una abilità funzionale, quella di trovare un posto nella società. Chi non riesce in questa cosa viene definito malato, insano è colui che non riesce in questo atto performativo, in questa obbligazione. Uno deve desiderare di prendere parte socialmente ed economicamente nella vita che si trova strutturata intorno a lui oppure accettare la propria diagnosi psichiatrica. Considerarsi un paziente.

Quindi … le mie congratulazioni a tutti voi normati efficienti, adattati passanti, voi tutti riuscite degnamente ad aderire alle convenzioni sociali, siete individui rispettati e in buona salute proprio per questo!

Ma vi siete mai chiesti in che cosa esattamente vi riconoscete? In cosa esattamente partecipate attraverso i vostri sforzi e contributi? Quali sono gli esiti globali riconosciuti di una simile impresa umana? Il vostro funzionamento all’interno di questo paradigma che tipo di risultati produce? Chissà se rimarreste sorpresi dall’ironia dell’intera cosa!

Voi fate riferimento ad un apparato che di più alieno dal resto dell’universo noto non si può immaginare! Fate riferimento a dei valori apparentemente alti, supremi, così alti e supremi lo sono perché ve li ha trasmessi una entità divina, voi dite, gli esseri umani emergono dal mondo vivente e dominano la natura, gli altri animali… scrutano la vastità degli spazi e del tempo, creano e sostengono una cultura  e una tecnologia le quali si pongono in totale antitesi alla natura stessa.

Una mostruosità di proporzioni titaniche!

Mentre giocate secondo le regole, mentre siete dei buoni attori nello svolgimento del ruolo che vi è stato assegnato in quanto lavoratori, padri, madri, amici, nemici, prepotenti o buffoni vi sommergete nella melma, nella melma di questa mostruosità titanica! Ne siete divenuti parte. Ma non cercate di far finta che la vostra felicità sia senza macchia, innocente … non siete che degli ingranaggi.

Vi rilassate nella gioiosa realizzazione di avere successo nell’atto quotidiano di stare dentro le cose, di essere normali, di incastrare bene con tutto il resto, questo successo è ricavato dall’orrore e dall’agonia che qualsiasi tipo di creatura mostruosa sia mai stata capace di infliggere. La qualità del vostro tenore di vita e’ la conseguenza dell’olocausto imposto a tutte le  altre specie viventi, non avete il minimo dubbio che la schiavitù e la tortura dispensata loro, che lo sterminio sistematico di chi non può opporsi alla vostra civiltà aggiunga un valore negativo al vostro benessere.

La prosperità delle classi medie dipende dalla schiavitù di altre schiere umane che languiscono in povertà e nel degrado, i vostri governi democratici e progressisti sostengono le peggiori dittature in altre parti del mondo, e questo andrà avanti fino al giorno in cui anche voi diverrete spendibili, obsoleti, sostituiti dalle macchine e dispensati a vostra volta di quella stessa schiavitù, di quella tortura, di quella sofferenza che adesso appaiono così distanti e impossibili

Questo modello antropocentrico sta davvero funzionando bene, il padrone assoluto e custode di tanta evoluzione selvaggia si compiace della vostra aderenza ai suoi dettami, minacciare con l’estinzione tutto ciò che non rientra nel suo disegno divino è l’unica via da percorrere, non è così?

Siete dalla parte giusta! Dalla parte di un bamboccio dalle pupille dilatate con in mano due enormi pistole e che gioca ad essere Dio, e voi vi sottomettete e sottoscrivete alle regole di questo gioco mentre lui fa finta di sapere cosa sta veramente combinando!

Siete così bravi nelle vostre attività performative, nello svolgimento delle vostre funzioni che quasi non vi si riconosce più come degli individui, state dentro così bene dentro questo abominio dove ogni singolo atto, ogni convenzione, ogni regola contribuisce in modo determinante al nutrimento di tale barbarico progetto.

Ma chissà, forse alcuni di voi ne parlano, forse giran delle voci….ma a gridare a gran voce dell’assurdità di questo progetto si rischia di venire etichettati come pazzi e rinchiusi.

Il mio, cari passanti, è un titolo curioso, il matto.

Per quale motivo ho addosso una tale etichetta? Perché mi tiro indietro e non partecipo alla mostruosa messa in scena? Perché non mi associo o non mi identifico con singoli despoti o con particolari gruppi di potere, perché mi pongo come testimone della vostra grottesca farsa …  pago il prezzo di venire discriminato. Ma che razza d’uomo sono quando non riesco a mantenermi un lavoro, quando non riesco a comprarmi una casa o di metter su famiglia?

Pazzo, anormale o soltanto alienato?

Io: Un inabile subumano che non investe nella narrativa dominante ma che se ne rimane in disparte a guardare. Siete dei grandissimi ipocriti e dei buffoni, orgogliosi uomini e donne che non hanno la minima idea dove stanno andando, titani della biosfera! Più vi legate agli schemi della società civile più vi sottrarrete al disegno della Natura, e non crediate che la brutalità umana possa in qualsiasi misura eguagliare quella della Natura! Un orgia di distruzione, in un derby votato a stabilire chi o cosa sia più perversamente dotato ad affermarsi quale vincitore di tale vanitoso titolo.

Voi gente sana e orgogliosa, fermatevi a ponderare anche solo per un momento, quella che viene definita Salute Mentale, non è che conformità, una sottoscrizione a partecipare in un progetto così folle senza senso che si imporrebbe all’attenzione su qualsiasi altro progetto mai concepito in un manicomio!

Ma… gente sana! Permettetemi un esortazione…. non rimanete a ponderare troppo a lungo su questo scenario, su questo orrore, potreste cominciare a perdere i colpi, potreste divenire inefficienti, potreste perdere la vostra sanità mentale e andare ad ingrossare le file di quelli come me, dei perdenti, dei prostrati…meglio rimanere dalla parte di Homo Sapiens e di mirare alto mentre l’intero pianeta viene saccheggiato e impoverito in funzione del suo supremo interesse.

Non smettete di ripetere il mantra che vi hanno insegnato, insegnatelo anzi ai vostri figli.

Come godo e quanto fruttuoso tesoro ne traggo degli insulti, del disprezzo e della pietà maligna che ispiro in voi sani passanti!

Mi dimostrate ogni volta che non sono uno di voi, che non ho un ruolo nella società dei giusti e dei sani, negli schemi e nelle prescrizioni che la rendono così atroce e temibile, così moderna.

Approfondimenti :

Antipsichiatria

La Malattia Mentale Non Esiste

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