BAD PEOPLE wear fur

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basta pellicce // no fur

Basta con queste maledette pellicce e il modo barbaro di farle!!! Basta allo scempio dei cuccioli di foca!! Basta agli allevamenti di ermellini, volpi e altri animali da pelliccia!! Basta alle importazioni di questi prodotti che ci insanguinano la coscienza!! Basta alla moda bastarda che sfrutta tale barbarie!! Basta a tutti “VOI” che ne fate uso signore e signori: immaginate di vedere il vostro animale da compagnia “trattato” per fare una pelliccia. Vi piace ancora così tanto indossarla?

No more slaughtered animals for their fur, non more baby seals bludgeoned to death, not one more minks, nor foxes or dogs to be skinned, lets ground the fur market, ignore fashion. Imagine your other than human companion and friend having to suffer.

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Libertà dal Carnismo

Quale la differenza tra lo sterminio sistemico e seriale operato dall’industria agro alimentare ai danni degli altri animali e l’olocausto sofferto da determinate minoranze etniche e culturali messo in atto dai nazisti nella Germania di Hitler che di anno in anno ci viene ricordato dalle istituzioni cosiddette democratiche come monito affinché l’umanità non cada nuovamente in tale barbarie?
Per gli altri animali, quelli che languiscono e muoiono nei moderni campi di sterminio i quali sorgono ai margini della nostra civile società dei consumi non è mai finito.
La rivoluzione etica e libertaria si fa con la forchetta, ogni giorno.

A.D.I.

libertà per tutti gli schiavi

In queste ore, in molte parti del mondo, si celebra il settantesimo anniversario della sconfitta del terzo reich, della germania di A.Hitler e dello smantellamento dei campi di sterminio verso i quali venivano avviati ebrei, comunisti, Rom e omosessuali per menzionare soltanto alcune delle “categorie” umane che in misura maggiore hanno sofferto l’oppressione totalitaria di quel regime.

Per molti di noi l’olocausto continua a realizzarsi ogni giorno dietro le mura dei mattatoi, all’interno degli allevamenti, in tutti i luoghi di segregazione e di annientamento di miliardi di altri animali il quale destino è segnato dal profitto che lo sfruttamento dei loro corpi genera per l’economia umana e dalle abitudini alimentari di una moltitudine insensibile al loro tremendo carico di sofferenza e di dolore.

Nel settantesimo anniversario della sconfitta del nazismo di stato il nostro pensiero e la nostra azione va a queste vittime seriali e anonime che l’attuale sistema non…

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da Knightsbridge alla Maremma : Siamo tutti Terrestri

Sabato 31 Gennaio 2015 si è svolta di fronte ai magazzini Harrods a Knightsbridge, Londra, la seconda manifestazione contro la commercializzazione di indumenti derivati dalla odiosa pratica dello sfruttamento di animali da parte dell’industria delle pellicce. harrods demo

Come si vede dalle foto alcuni coraggiosi attivisti, sfidando il freddo oltre che le inibizioni personali, si sono denudati completamente davanti all’ingresso principale dei magazzini mostrando cartelli e gridando slogan mentre venivano distribuiti volantini in cui si aricolano le motivazioni del presidio.

Piuttosto nudi che in pelliccia…

…Come dire, non ci interessano i vostri manufatti sporchi di sangue, rifiutiamo ogni pratica di dominio e di sfruttamento giustificata dalla sete di profitto e dalla callosa insensibilità alla sofferenza esibita dal comparto della moda e dalle lobby degli stilisti i quali, con alcune significative eccezioni, di anno in anno, promuovono la diffusione di cappotti, giacche, stivali, guanti e cappelli ricavati integralmente o contenenti inserti ricavati dall’uccisione di animali appositamente allevati da imprenditori senza scrupoli o prelevati dal loro ambiente naturale dai cacciatori.

Le modalità di allevamento e di cattura, incluse quelle di uccisione e trattamento, di queste vittime indifese, sono ben documentate sulla Rete, basta soltanto andare a cercarle oppure prestare attenzione alle azioni di divulgazione e di denuncia che si susseguono ad opera di gruppi di militanti antispecisti attivi sul territorio.

Anche a Grosseto si svolgono da anni azioni simili a quella di sabato scorso a Londra, azioni mirate a sensibilizzare quei cittadini più distratti i quali sostengono coi loro acquisti compulsivi l’efferata e criminale industria delle pellicce.

La prima di queste si tenne in città 2 anni fa ad opera di un gruppo di attivisti i quali, partendo da un presidio informativo organizzato da Associazione D’Idee Onlus in piazza Dante, improvvisò una passeggiata tra le vie del centro con soste nei pressi di due pelliccerie ( qui il video dell’iniziativa ). In quell’occasione gli attivisti si limitarono a svestirsi fino alla biancheria intima e ad indossare cartelli per coprirsi.

La seconda, più recente, risale all’Ottobre scorso; anche in questa occasione, a seguire un presidio scenografico e la lettura in piazza di alcuni testi critici contro l’industria della moda e delle pellicce, un piccolo gruppo di volontari si è denudato parzialmente rilanciando lo slogan “piuttosto nudi che in pelliccia” al suono di musica elettronica diffusa da un soundsystem ( indovinate quale ? ) posizionato nell’area ( qui il video dell’iniziativa ).

Persino la rispettabile e moderata LAV,  il gruppo di Arezzo di questa associazione nazionale, nel 2011 osò tanto: http://www.arezzoweb.it/2011/lav-meglio-nudi-che-in-pelliccia-68254.html

meglio nudiPaese cha vai codici e leggi che trovi: sappiamo che in Inghilterra l’atto di denudarsi in pubblico NON costituisce reato a meno che a seguito di tale azione accada qualcosa d’altro che la normativa anglosassone definisce un breach of the peace, ovvero un qualche evento che si configura quale reato. In tal caso le persone nude in pubblico possono venire arrestate e processate.

Qua da noi si rischia la denuncia e il carcere per molto meno, ma è meglio non entrare nello specifico così da non attivare gli organi  cui sono affidate le faccende di “ordine pubblico”  sul territorio ad avviare o a riprendere procedimenti ai danni delle persone coinvolte le quali subirebbero un trattamento tale e quale quello riservato a dei comuni criminali meglio nudi 2.

Di fatto, ci sembra che a fronte dell’orrore senza fine e alla crudeltà cui vengono sottoposti gli animali a tutti i livelli  – per garantire ai loro padroni umani l’opulenta esibizione dell’ingordigia, della scelleratezza e della pochezza intellettuale che li anima – abbiamo in dotazione uno strumento decisivo che colpisce diritto al segno: la nostra nudità, il nostro essere “carne del mondo”, la nostra vulnerabilità e finitudine.

Queste le qualità tabù che quando deliberatamente ostentate, sembrano costituire evidenza  insieme intollerabile e insopprimibile per i garanti e per i custodi del Sistema, un insieme di norme, comportamenti e abitudini che ci rende insensibili alle angosciose condizioni di vita e alle penose procedure di messa a morte riservate ai nostri fratelli non umani, che ci desidera mansueti automi al servizio dell’economia e del supposto progresso sui quali poggiano privilegi di classe e di specie.

“L’umano” si è sempre definito come differenza da “l’Animale” e in questa differenza, gli animali, quelli realmente esistenti, sono stati persi di vista per essere trasformati in merce, forza lavoro, divertimento e spettacolo ( da Penne e Pellicole di Filippi/Maggio, Mimesis 2014 ).

Agli attivisti inglesi ( in particolare alla promotrice dell’evento londinese Heidi Mary Porter ) e a quelli locali la nostra simpatia e la nostra incondizionata solidarietà consapevoli del fatto che tutte le grandi battaglie che danno impulso avviando reali cambiamenti evolutivi nei rapporti inter e intra specifici si combattono anche e sopratutto risvegliando quell’animalità soppressa che continua ad vivacizzarci nonostante almeno 2 secoli di cultura illuminista, la quale non ha fatto che sostituirsi alle credenze magico/religiose che imbrigliavano oscurandoli gli orizzonti umani  dell’epoca, per imporre attraverso i dettami della scienza moderna una propria univoca, incontestabile, dogmatica visione antropocentrica del mondo.

In verità, lo sappiamo bene, siamo tutti terrestri.

Liberazione Totale ( Amore è Liberazione ), ma ne avremo il tempo?

Quand une publicité choisit pour thème une libération d’animaux, on se dit que les temps sont en train de changer (  clip taken from a L214 Ethique et Animaux  post, we are investigating on the original authors, we’re under the impression it could have been made in Israel )

In una società sempre più governata dalla capacità dei media globali di plasmare e di orientare l’opinione pubblica attraverso l’ausilio di immagini e di simboli ispirati al consumismo, un messaggio pubblicitario che sceglie di presentare un atto di liberazione di animali ridotti in schiavitù ( in questo caso per fini alimentari ) ci intitola a credere che i tempi stiano davvero cambiando.

Questo a fronte dell’autorevole prospettiva di un grande attivista ( oltrechè autore e filosofo ) Steven Best , il quale ci riporta coi piedi in terra e ci rammenta che a meno di non riuscire ad organizzare una Rete in grado di mettere in atto pratiche di azione diretta e incisiva sul territorio, su larga scala, pratiche volte alla liberazione totale il tempo rimasto a nostra disposizione non ce lo consentirà.

Nel suo nuovo libro Total Liberation: Revolution for the 21st Century  egli ci introduce la sua visione apocalittica di una società distopica nella quale una serie di avvenimenti originati da crisi di natura sociale ed ecologica ci porteranno in maniera sempre più accellerata verso la catastrofe, nullificando le nostre aspettative ( in quanto umani ) di svincolo dal dominio del Capitale e di sopravvivenza  di tutte le altre specie.

Il libro è articolato su di un numero di differenti saggi redatti dall’autore in un tentativo di dare impulso allo sviluppo di una strategia di lotta coerente e in linea con il nostro ideale di liberazione totale per il 21° secolo. Il volume in Italia è edito dai tipi di Ortica total lib steven best

In a global mass society where opinion making is made up by images and symbols of consumption,  an advertisement that chooses a theme featuring the release  of captive animals , then  we are entitled to believe that times ( and tides ) are really changing , that inspite   great activist /philosopher  Steven Best reminds us of the truth: unless we manage to organize incisive direct action on a large scale time will not be sufficient to release our goals.

In his new book Total Liberation: Revolution for the 21st Century   author  tell us of a  dystopian and apocalyptic times , the  times we are in now as a matter of fact, in which a number of concurring and accelerating  social and ecological crisis are destroying our chances for survival.
Book is cohered into  a number of different essays in an attempt to articulate a revolutionary politics of total liberation for the 21st century.

Banksy, la questione dell’immigrazione e il mattatoio del Madonnino (GR)

Un’opera murale del noto artista Banksy che affrontava in modo ironico la questione dell’immigrazione è stato oscurato dalle autorità locali di Clacton On Sea in Essex, UK.

banksy piece pigeonsSembra che il Comune, rispondendo alla segnalazione di un cittadino locale il quale trovava tale immagine offensiva e razzista, abbia proceduto con la rimozione dell’opera senza rendersi conto delle quotazioni, nell’ordine delle centinaia di migliaia di sterline l’una, che tali lavori, eseguiti con la tecnica dell’aerosol, si sono viste accordate da critici e compratori di arte urbana in mezzo mondo.
L’opera oscurata raffigurava cinque piccioni con in pugno dei cartelli sui quali si leggevano scritte come “tornatevene in Africa”, “Migranti non siete i benvenuti” e “Giù le mani dai nostri vermi” mentre un solitario uccelletto esotico li osserva da una distanza.
Una volta compreso l’errore compiuto, i responsabili dell’amministrazione locale si sono prodigati nel diramare un comunicato con il quale si scusano con l’artista e offrono la propria disponibilità ( e quella dei muri cittadini della località balneare inglese ) nel caso in cui Banksy decidesse di tornare e di eseguire nuove opere da quelle parti.

Banksy è noto per i contenuti satirici della sua arte , con temi quali il lavoro minorile, lo sfruttamento dei mercati e delle risorse globali da parte delle multinazionali, l’omofobia e la guerra, e pare che abbia eseguito quella particolare immagine per esprimere la propria opposizione al partito nazionalista UKIP ( si, proprio quello col quale i nostrani 5Stelle vorrebbero dialogare in Europa ) il quale ha recentemente ottenuto un successo in termini di maggioranza prevista nel governo della città, e alle posizioni xenofobe e anti immigrazione della proposta politica di questa formazione parlamentare.

Sul sito on line dell’artista  , tra  centinaia di altre, sono visionabili alcune fotografie dell’opera interdetta.

L’anno scorso Banksy ha realizzato un allestimento davvero speciale per le strade di New York intitolato Sirens of the Lambs che consisteva in un camion come quelli adibiti al trasporto di animali da un luogo di sfruttamento all’altro, spesso verso la loro destinazione finale, con decine di peluches raffiguranti altrettanti animali i quali all’unisono emettevano i loro versi.

Più modestamente, ma decisamente con modalità maggiormente vivide, quelli di Associazione D’Idee Onlus di Grosseto hanno realizzato una cosa simile alla vigilia di natale l’anno scorso intitolata Destinati al Mattatoio si Muore un Pezzo alla Volta, quando, in giro per le strade cittadine si è potuto testimoniare, in stile copycat, un allestimento analogo a quello newyorkese di Banksy ma decisamente più militante.

In quell’occasione i suoni riprodotti da decine di peluches mini amplificati da deboli batterie sono stati sostituiti dalle voci reali di animali generalmente considerati da reddito quali mucche, pecore e maiali, non stop, emanati da un potente sound system montato all’interno del camion.

Qui il video dell’iniziativa itinerante.

no mattatoio_ADI campaignL’evento in questione era rivolto alla cittadinanza e inteso come una denuncia contro il progetto di costruzione del nuovo mattatoio presso la zona industriale del Madonnino ( Braccagni ) il quale con tutta probabilità diverrà operativo ad Ottobre quest’anno.

A Banksy mural addressing the issue of immigration has been removed from a wall in Essex. The local council, unaware it was a priceless work by the renowned British graffiti artist, responded to a complaint that deemed it “offensive.”

The mural in Clacton-on-Sea, likely to be worth tens of thousands of pounds, depicted five pigeons holding banners, reading ‘Go Back to Africa’, ‘Migrants Not Welcome’ and ‘Keep Off Our Worms’, while a lone, exotic bird perches nearby.

Responding to a complaint made by a member of public, who claimed the work was “racist” and “offensive,” the council admitted it was unaware it was a Banksy piece

source : http://rt.com/uk/192500-banksy-council-erases-400000/

On the issue of the construction of a new industrial slaughterhouse near Grosseto visit here

Fanatici, Criminali, Estremisti o soltanto INDIPENDENTI?

Da un Blog di quasi due anni fa. quanto riportato fornisce un’idea sul tipo di mentalità che governa la città di Grosseto e su quali siano i valori guida delle istituzioni locali. Fare attivismo da queste parti è materia complicata.

A.D.I.

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Fin dalla prima esperienza pubblica di questa Onlus, nel Gennaio del 2011, quando mostrammo in una piazza a Grosseto, le immagini e le sequenze di ciò che tipicamente avviene nei mattatoi e negli allevamenti di animali da carne, i Media e la gente hanno iniziato ad mostrare una sensibilità, qualcuno dice un “senso di colpa”, verso questo tipo di sfruttamento altrimenti tenuto ben nascosto dai loro occhi.

La novità era anche quella che dei ragazzi promuovessero questa cosa in strada , in maniera indipendente, informale, che si ponessero come “risorsa” per discutere la “questione animale” liberamente con i passanti che desiderassero approfondire. In seguito a quella prima uscita fu organizzato anche un dibattito pubblico sull’”abolizione della carne” http://youtu.be/KKIw4c27nXE

Associazione D’Idee ha organizzato da allora una trentina di tali eventi in strada, sempre a tema http://associazionedideeonlus.wordpress.com/ sempre portando tra la gente le immagini più tragicamente vivide ed evocative che nei circoli…

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